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Giappone, la seconda ondata dello tsunami colpisce le coste americane

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Detriti e resti dello tsunami che nel 2011 ha colpito il Giappone sbarcano sulle coste americane ricordando a tutti il tragico evento. Un pallone da football e’ stato restituito al proprietario 

Arriva la seconda ondata dello tsunami giapponese. E colpisce, questa volta, le coste americane, dove porta a terra gli oggetti risucchiati dal mare durante il maremoto giapponese del 2011. Terremoto, tsunami e scoppio della centrale nucleare di Fukushima: a ricordare la drammaticità e la consequenzialità degli eventi sono i rottami, gli stracci e i resti giapponesi, che trascinati dalle correnti marine sbarcano sulle coste dell’America. Sulle spiagge americane sono sbarcati già suppellettili, bottiglie vuote, album di foto, ritratti, legname edilizio e oggetti di plastica.

A ricordare il terremoto e lo tsunami sono migliaia di detriti, palloni sgonfi, bidoni, contenitori, mobili rotti, scatole e stracci, seguiti nella loro rotta marina da satelliti, oceanografi e navi della Guarda Costiera.  Secondo le previsioni  i piccoli e grandi oggetti risucchiati dallo tsunami continueranno a viaggiare per altri tre anni. Una parte dei detriti rimarrà intrappolata sull’isola discarica del Pacifico, l’area di Oceano dove milioni di tonnellate di rifiuti ruotano, dagli anni ’50, in un vortice esteso per centinaia di chilometri.

A esorcizzare il ricordo dello tsunami, però, arrivano anche gesti di tenero affetto. Il ‘Guardian’ inglese ha raccontato che un pallone da football che aveva raggiunto le isole Aleutine in Alaska è stato riconsegnato al proprietario, un bambino di nove anni della città di Rikunzentakata.

(GC) 

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