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Elezioni in Francia: Hollande vs Sarkozy, dibattito tv anche sulla benzina

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Tra Hollande e Sarkozy la partita si gioca anche in campo ambientale ed energetico. Costo della benzina e nucleare alcuni temi caldi del dibattito

Hollande vs Sarkozy. Si avvicina il giorno in cui i francesi dovranno scegliere chi vincerà le Presidenziali francesi e gli sfidanti, Francois Hollande e Nicolas Sarkozy giocano la loro partita anche in campo ambientale ed energetico. E’ durato quasi tre ore, ieri sera, l’unico faccia a faccia televisivo tra i due candidati ammessi a partecipare al ballottaggio per la conquista dell’Eliseo. Il presidente uscente doveva mettere nell’angolo lo sfidante cercando di recuperare i 5-6 punti dei sondaggi che danno per favorito Hollande nel ballottaggio di domenica prossima. A dire il vero ci si aspettava che i dibattiti degli ultimi giorni vertessero anche sul tema caldo del nucleare, oscurato nelle ultime ore da un tema più vicino alle tasche della gente: il prezzo della benzina e dei carburanti. A preoccupare i cittadini francesi è l’aumento della benzina. Un litro di benzina in Francia ha raggiunto gli 1,66 euro in media ad aprile e quello del gasolio gli 1,43 euro; nel 2009 questi valori erano rispettivamente di 1,2 euro e 1 euro. L’aumento non è indifferente. Cosa intendono fare i canditati alla Presidenza della Repubblica Francese una volta conquistato l’Eliseo? Nicolas Sarkozy intende fare poco e niente e consiglia ai francesi di ‘andare a comprare la benzina dove è meno cara’.

Contro l’aumento della benzina, invece, Hollande propone il blocco del prezzo della benzina per tre mesi, dopo i quali sarà ristabilita una forma di ‘tassa flottante’. Il sistema consiste nel ridurre l’imposta interna di consumo dei prodotti energetici quando il prezzo del barile sale, e nell’aumentarla quando questo scende. Con questo si otterrebbe il congelamento dei prelievi fiscali dello Stato sui carburanti ad un certo livello: ogni entrata supplementare legata all’aumento dei prezzi alla pompa sarebbe compensata da una riduzione della tassa interna. Ma questa soluzione non piace a Sarkozy né a il ministro dell’industria Eric Besson, il quale sostiene che questa misura costerebbe un miliardo di euro all’anno allo Stato per avere una riduzione di due centesimi di euro alla pompa.

Anche sul tema nucleare, comunque, ci sono novità. E se prima, il candidato socialista Francois Hollande, per accaparrarsi il favore dei Verdi, prometteva la chiusura di 24 reattori su 58 e di abbandonare la filiera del ritrattamento del combustibile, ora sostiene che la filiera del ritrattamento, con le grandi fabbriche di La Hague e di Marcoule, non sarà bloccata e solo una centrale nucleare, Fessenheim, in Alsazia, sarà chiusa, perché vecchia. Tra gli obiettivi principali di Hollande, comunque, rimane la volontà di ridurre la quota del nucleare nel mix elettrico dal 75 al 50% da qui al 2025. 

(GC)

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