Fase 2: Dpcm, ‘per chi transita o viaggia in Italia per lavoro no isolamento fiduciario’ (2)
(Adnkronos) – Allo scadere del periodo di permanenza deve “lasciare immediatamente il territorio nazionale e, in mancanza, iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione, la dimora o il luogo di soggiorno indicato”. Non solo chi è ospite in Italia ha l’obbligo di segnalare, in caso di insorgenza di sintomi Covid-19 “con tempestività” al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale “per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’autorità sanitaria, ad isolamento”.
Le disposizioni riguardano diverse ‘categorie’, tra gli altri, oltre a chi viaggia per lavoro, gli equipaggi dei mezzi di trasporto, i lavoratori transfrontalieri, chi si muove quasi quotidianamente da e per la Repubblica di San Marino o lo Stato della Città del Vaticano, il personale diplomatico e gli impiegati consolari, ma anche gli studenti che frequentano un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza ma nel quale ritornano almeno una volta la settimana.

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