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Coronavirus: Federvini, fatturato settore amari e liquori -60% da inizio crisi

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Milano, 4 mag. (Adnkronos) – Un crollo del fatturato del 60% in poco più di un mese, che rischia di trasformarsi in un calo del 50% nel corso dell’anno e del 20% a due anni dall’inizio della pandemia. E’ il danno provocato ai produttori italiani di amari e liquori dall’emergenza coronavirus secondo uno studio di Federvini. E a rischio ci sono oltre 220 milioni di euro di export per un settore che conta oltre 320 aziende aderenti all’associazione, di cui il 75% interamente a capitale familiare italiano, con il restante 25% composto da aziende internazionali che hanno sede in Italia. Il comparto, conosciuto nel mondo con prodotti come limoncello, amaretto e sambuca, è formato all’80% da piccole e medie imprese e conta circa 100mila addetti, per un valore aggiunto complessivo che ogni anno raggiunge i 4,5 miliardi di euro.

L’emergenza coronavirus ha indebolito un settore già colpito dall’inasprimento delle accise fra il 2013 e il 2015 e dall’aumento dei dazi all’export negli Stati Uniti nell’ottobre 2019.

Micaela Pallini, presidente del gruppo spiriti di Federvini, chiede “la cancellazione dell’obbligo del contrassegno fiscale e la sospensione del versamento dell’accisa almeno fino a settembre così da non appesantire la crisi di liquidità che le aziende stanno incontrando” come “iniziative che vanno subito adottate per avere una certezza, seppur minima, di riuscire a ripartire salvaguardando valore e occupazione”.

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