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Mafia: madre piccolo Di Matteo, ‘chi partecipò a rapimento Giuseppe stia in carcere a vita’ (2)

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(Adnkronos) – Il piccolo Di Matteo fu rapito il pomeriggio del 23 novembre 1993, quando aveva quasi 13 anni, in un maneggio di Piana degli Albanesi da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato. Secondo le deposizioni di Gaspare Spatuzza, che prese parte al rapimento, i sequestratori si travestirono da poliziotti della DIA, ingannando il ragazzo, che credeva di poter rivedere il padre in quel periodo sotto protezione lontano dalla Sicilia. E’ il pentito Spatuzza a raccontare: “Agli occhi del ragazzo siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi. (…) Lui era felice, diceva ‘Papà mio, amore mio’ “. Il ragazzo fu legato e lasciato nel cassone di un furgoncino Fiat Fiorino chiuso in un magazzino a Lascari, prima di essere consegnato ai suoi carcerieri”. Per tutto il 1994 il ragazzo fu spostato in varie prigioni del trapanese e dell’agrigentino (per lo più masserie o edifici disabitati) e nell’estate 1995 fu rinchiuso in un vano sotto il pavimento di un casolare-bunker costruito nelle campagne di San Giuseppe Jato, dove rimase per 180 giorni fino alla sua uccisione. Il suo corpo fu sciolto nell’acido.

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