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Ancora il glifosato? Tutta colpa dell’avena

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Un nuovo studio trova il glifosato nei cereali per bambini e negli snack

Un recente studio dell’Evironmental Working Group (EWG) ha testato 45 prodotti contenenti avena per controllare la presenza di glifosato e lo ha trovato in ben 43 di loro – inoltre, di questi 43, 31 avevano quantità di glifosato molto al di sopra dei livelli consigliati.
Si tratta, come sappiamo, di una conseguenza dell’uso del prodotto Roundup, l’erbicida tristemente noto della Monsanto che, secondo questo studio, riesce ad infilarsi anche nei pacchi di cereali per bambini, nelle barrette, negli snack.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso note parecchie avvertenze sul glifosato in passato, affermando fin dal 2015 che il glifosato è probabilmente cancerogeno per gli esseri umani. Eppure, la maggior parte dei prodotti di avena testati aveva livelli di glifosato superiori all’importo massimo ritenuto accettabile dall’EWG, ovvero 160 ppb (parti per miliardo). Addirittura, una marca di avena molto popolare negli Stati Uniti conteneva 1300 ppb.

Anche se con l’avena biologica è andata molto meglio, comunque il 30% dei campioni è risultato ancora positivo al glifosato, probabilmente a causa dell’incursione di Roundup da allevamenti presenti nella zona in cui ci sono le coltivazioni biologiche.

Dato l’uso comune di avena nei cereali per la colazione, lo studio solleva la possibilità che milioni di bambini americani possano essere esposti alla sostanza chimica pericolosa.

Chi se ne deve occupare? Il governo, le aziende, i consumatori? Qualcuno, sicuramente, deve farlo.
Non è possibile pensare che, per colazione o per merenda, mentre si addentano snack e barrette o mentre si pescano cereali nel latte, quello che si sta ingerendo, in realtà, è il solito, pessimo, incontenibile glifosato.

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bambini, cereali, Glifosato

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