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Poco, troppo poco ghiaccio al Polo Nord

Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record  negativo, quest’anno, che non raggiungeva dal 1979

Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del Mare di Bering lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (NSIDC), il ghiaccio di questo mare posizionato a sud dell’Alaska (e connesso con il Mar glaciale Artico da uno stretto) è al livello più basso che sia mai stato registrato dal 1979.

Come ha scritto su Twitter il meteorologo Rick Thoman, il livello del ghiaccio del Mare di Bering è il 5% di quello che dovrebbe essere normalmente a metà maggio: «non rimane quasi più nulla, tranne il ghiaccio vicino alle spiagge nelle aree protette».
NSIDC ha spiegato che, già ad aprile, il ghiaccio del Mare glaciale Artico copriva un’area di 980.000 chilometri quadrati in meno della media a cui si è attestato dal 1981 al 2010 e che una situazione simile si era già verificata nel 2016.

Nel Mare di Bering, il livello del ghiaccio ha iniziato a scendere a febbraio, quando invece sarebbe dovuto salire, poi è aumentato leggermente a marzo, ma alla fine ha proceduto verso il tracollo totale ad aprile. Colpa degli oceani caldi, certo, che hanno portato le temperature della sua superficie a livelli record e poiché le acque calde sono difficili da congelare, questo ha innescato (e innesca) un meccanismo ancora più complesso da scardinare per la formazione del ghiaccio – che, infatti, latita.

Questo ha tutta una serie di conseguenze, con infiltrazioni di acqua che scongelano in anticipo anche altri ghiacciai e il sempre maggiore aumento sia delle temperature dell’oceano che di quelle della Terra – senza contare il via a fenomeni come l’erosione delle coste, le grandi tempeste e le onde.
Una situazione molto preoccupante se si pensa, oltretutto, che ci sono ancora altri 4 mesi di caldo davanti a noi.

ambiente, ghiacci, Polo Nord, record

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