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Il Cile ha creato 4 milioni ettari di parchi protetti

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Foreste pluviali, praterie e altri terreni selvaggi sono ora al sicuro, grazie alla creazione di cinque nuovi parchi nazionali

La foresta pluviale è presente nell’immaginario di tutti come qualcosa che si vorrebbe salvare. Per qualcuno, però, diventa più di un sogno: Kristine Tompkins e il suo defunto marito Doug, per esempio, hanno reso questa idea realtà. I due filantropi americani – lei amministratrice delegata della società di abbigliamento Patagonia e lui fondatore delle aziende di abbigliamento The North Face e Esprit – hanno fatto la più grande donazione al mondo di terreni privati quando hanno consegnato al governo oltre 400 mila ettari in Cile. A quei terreni, il governo ha aggiunto altri 3 milioni e mezzo di ettari, creando creato cinque nuovi parchi nazionali e ampliandone tre. In totale, i nuovi parchi sono più di tre volte le dimensioni di Yosemite e Yellowstone messi insieme.

I coniugi Tompkins, che amavano l’aria aperta, trascorsero più di due decenni ad acquistare terreni nella parte meridionale del paese e a farli tornare nuovamente allo stato selvaggio. Questo gli portò molti problemi con le popolazioni locali che li accusavano di non far progredire quelle terre, impedendo alle persone di lavorare e prosperare.

Col tempo, però, le cose iniziarono ad appianarsi e la fondazione Tompkins imparò a lavorare con le comunità, tanto da arrivare, con la creazione di questi parchi, a portare occupazione e denaro alle comunità locali, garantendo anche la conservazione a lungo termine della biodiversità – di animali, per esempio, come lo huemul del sud (un cervo in via di estinzione), il nandù di Darwin e il puma.
Questo sistema porta con sé un guadagno potenziale di 270 milioni di dollari di entrate all’anno e l’occupazione di 43.000 persone, secondo uno studio commissionato dalla Tompkins Conservation. E, inoltre, mostra al resto del mondo cosa può fare un governo illuminato che comprende il valore della natura selvaggia.

cile, parchi protetti

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