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E se ci vestissimo di foglie di ananas?

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Il Tripty Project trasforma le fibre provenienti dalla lavorazione delle foglie di ananas in borse e vestiti

Luke Swanson e Brooke McEver stavano lavorando in Bangladesh, il 24 aprile del 2013, nel momento dell’incredibile tragedia del Rana Plaza di Savar – il crollo dell’edificio commerciale che ha provocato 1.129 vittime e circa 2.515 feriti, il più grave incidente mortale avvenuto in una fabbrica tessile. È stato per reazione a questo avvenimento che hanno deciso di fondare una società per insegnare alle persone del luogo a creare accessori e capi di abbigliamento a partire dalle ananas.

Il progetto Tripty sfrutta i sottoprodotti agricoli che vengono dagli scarti della raccolta dei frutti di questi alberi dolci, per trasformarli in un tessuto. Utilizzando i coloranti naturali della corteccia degli alberi e i modelli unici di intrecci, la linea di abbigliamento e accessori Tripty attrezza le escursioni di chi la sceglie con un grandissimo stile.

Inoltre, anche se parte da una tragedia che sottolinea le ingiustizie nel settore dell’abbigliamento, lo scopo etico dell’azienda è molto più ampio e si apre a soluzioni lavorative che possano aiutare a combattere molte altre cause –  per esempio, lavorano con i gruppi di ricamo per risolvere la questione del traffico di esseri umani e aiutano le popolazioni indigene a lottare per i propri diritti.

Per ora l’azienda non è grandissima, ma i due fondatori si stanno concentrando sul reinvestimento: hanno comprato i macchinari e formato le persone del luogo, nella speranza di creare un modello di business impossibile da replicabile esattamente ma molto facile da imitare. 

Il punto, infatti, è la mentalità: il recupero degli scarti e la capacità di rendere il lavoro una possibilità più ampia che riguarda l’ambiente, i diritti e  la creatività.

Negli ultimi sei mesi, questa piccola azienda ha completato una raccolta fondi su Kickstarter cementando la sua presenza sia in Bangladesh che nella comunità internazionale.

La loro nuova collezione, totalmente fatta con miscele di tessuto che vengono dalle foglie delle piante di ananas e da materiali recuperati dagli scarti di altre fabbricazioni, sarà lanciata il prossimo 24 aprile, giorno del Fashion Revolution, proprio in ricordo di quanto accaduto nel 2013.

Per avere aggiornamenti basta tenere d’occhio il loro sito.

Il verde va sempre più di moda: le grandi firme attente all’ambiente, oltre che allo stile, potranno ora fregiarsi di un marchio ‘green’, Best Recycling.  Per ottenerlo devono recuperare al 100% gli scarti di lavorazione

 

 

 

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Bangladesh, eco, ecosostenibilità, moda, Tripty project

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