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Ucraina, Russia frena su colloqui in Vaticano e si difende: “Non stiamo prendendo tempo”

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(Adnkronos) – La Russia frena su possibili colloqui in Vaticano con l'Ucraina: niente è stato ancora deciso né è arrivata alcuna proposta specifica. E risponde alle accuse di Kiev e dei Paesi europei, per cui Mosca starebbe "trascinando" i negoziati, secondo la tattica già sperimentata in questi mesi, a dispetto delle telefonate tra Vladimir Putin e Donald Trump.  Mosca accoglie con favore "la disponibilità e gli sforzi di tutte le parti che vogliono contribuire a una rapida soluzione" della crisi ucraina, ma niente è stato ancora deciso sulla prossima sede dei colloqui, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di negoziati in Vaticano, all'indomani della disponibilità confermata da Papa Leone XIV alla premier Giorgia Meloni. E poi dal Vaticano, chiarisce, non è ancora arrivata "alcuna proposta specifica" di mediazione. Al momento, confermano all'Adnkronos fonti informate, "non risultano contatti diretti che lascino presagire sviluppi immediati" sulla possibilità di colloqui in Vaticano tra russi e ucraini.  A sottolineare come il passaggio sia tutt'altro che facile anche Berlino, dove il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato: "Al momento è un po' speculativo parlare di una data o di un formato" per un possibile incontro. "Penso che dopo l'esperienza degli ultimi dieci giorni e di Istanbul, sappiamo che è prioritario che si svolgano discussioni serie e che la delegazione, da chiunque sia formata, debba avere anche il potere di negoziare un cessate il fuoco – ha affermato Stefan Kornelius – Credo che un incontro del genere richieda una preparazione molto intensa". Intanto, però, a chi gli chiede per quando ci si potrebbe aspettare il memorandum "per una pace futura" di cui Putin ha parlato con Trump lunedì, Peskov assicura: "Nessuno è interessato a trascinare il processo" negoziale, "tutti stanno lavorando in modo dinamico". Una reazione alle accuse a Mosca di "prendere tempo" ribadite dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e dagli europei. La Russia, fa sapere ancora, presenterà "una lista di condizioni per il cessate il fuoco", come concordato venerdì scorso nei primi contatti diretti con gli ucraini a Istanbul.  
Con gli europei, che cercherebbero di mettere Mosca contro Washington, si fa sentire anche il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che attacca: "Macron, Starmer, von der Leyen e altri leader ora chiedono istericamente agli Stati Uniti di unirsi alle azioni antirusse e di aumentare il numero delle sanzioni" contro la Russia.  
Se sul fronte diplomatico l'attività è intensa, altrettanto lo è sul fronte militare. Russia e Ucraina hanno lanciato attacchi nelle ultime ore con oltre 150 droni e che hanno coinvolto principalmente le regioni di confine, ma anche Mosca, dove ancora una volta all'aeroporto della capitale sono stati sospesi temporaneamente arrivi e partenze.  E in un ennesimo gesto di sfida, proprio poche ore dopo la telefonata con Trump, Putin ha visitato il Kursk, per la seconda volta in poche settimane, ma per la prima volta da quando ad aprile i russi hanno annunciato di aver riconquistato la regione, teatro ad agosto di un'incursione a sorpresa degli ucraini. Una visita che per gli osservatori dovrebbe segnalare la 'forza' della Russia agli Stati Uniti e agli europei, mentre continuano le pressioni perché accetti una tregua di 30 giorni.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

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