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Russia minaccia navi dirette verso Ucraina. Zelensky: “Tutti nel mirino di Putin”

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Kiev, 19 lug. (Adnkronos) – La Russia minaccia le navi dirette verso i porti dell’Ucraina. “Tutti sono un obiettivo” di Vladimir Putin, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Dalla mezzanotte del 20 luglio, tutte le navi che navigano nel Mar Nero verso i porti ucraini saranno considerate dalla Russia potenziali vettori di carichi militari. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa russo, aggiungendo che “di conseguenza, i paesi di bandiera di tali navi saranno considerati coinvolti nel conflitto ucraino dalla parte del regime di Kiev”.

Nelle stesse ore, non a caso, Zelensky da Kiev afferma che “tutti sono colpiti dal terrore russo. Tutti nel mondo dovrebbero essere interessati ad assicurare la Russia alla giustizia”. Secondo il presidente ucraino, l’ultimo attacco di Mosca a Odessa “dimostra che l’obiettivo non è solo l’Ucraina e non solo la vita della nostra gente. Nei porti attaccati è immagazzinato circa un milione di tonnellate di cibo. Questo è il volume che avrebbe dovuto essere consegnato ai Paesi consumatori in Africa e in Asia molto tempo fa”, afferma sui social.

“Il terminal portuale che ha sofferto maggiormente il terrore russo – continua Zelensky – aveva al suo interno 60mila tonnellate di prodotti agricoli, che dovevano essere spediti in Cina”.

Intanto arriva un nuovo pacchetto di aiuti militari americani all’Ucraina: gli Stati Uniti si sono impegnati a fornire altri sistemi di difesa aerea e droni d’attacco per un valore di 1,3 miliardi di dollari, secondo quanto annunciato dal dipartimento della Difesa.

Il pacchetto comprende altri quattro sistemi missilistici terra-aria (Nasams), batterie di difesa aerea a medio raggio e droni d’attacco Phoenix Ghost e Switchblade.

Yevgheni Prigozhin è intanto ricomparso ieri in video per la prima volta dal fallito ammutinamento di Wagner il 24 giugno scorso. Il servizio stampa del gruppo di mercenari ha postato su due suoi canali Telegram un video nel quale si vede il profilo di un uomo somigliante al capo di Wagner che dice ai suoi uomini: “Benvenuti in territorio bielorusso. Noi abbiamo combattuto con dignità. Abbiamo fatto davvero molto per la Russia”.

E poi, dopo aver reso omaggio ai “bielorussi ci hanno accolto come fratelli”, via con nuove critiche per la gestione della guerra in Ucraina, che è “una vergogna”. “Quello che sta accadendo al fronte – denuncia rivolto ai suoi ‘ragazzi’, riuniti nei campi di addestramento nel Paese di Aleksander Lukashenko secondo l’accordo raggiunto all’indomani della fallita rivolta – è una vergogna alla quale non dobbiamo partecipare. Abbiamo combattuto con onore. Aspettiamo il momento in cui potremo provarlo in pieno”.

Poi Prigozhin esorta i suoi uomini a comportarsi bene con la popolazione locale, ordina di addestrare l’esercito bielorusso e di rimettersi in forze per “un nuovo viaggio in Africa”. “Forse torneremo nell’operazione militare speciale a un certo punto, quando saremo sicuri di non essere costretti a vergognarci”, conclude.

Nel video si sente anche un uomo che dovrebbe essere Dmitry Utkin, cofondatore di Wagner: “Questa non è la fine. Questo è solo l’inizio della più grande opera del mondo che sarà realizzata molto presto. E benvenuti all’inferno”.