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Agricoltura senza pesticidi entro il 2050

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Un obiettivo ambizioso in uno studio europeo

Uno studio europeo, realizzato dall’Istituto nazionale di ricerca francese in collaborazione con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, ha sollevato l’ambizioso obiettivo di raggiungere un’agricoltura completamente priva di pesticidi entro il 2050. Lo studio ha offerto una panoramica su tre possibili scenari delineati, che potrebbero portare a una rivoluzione nell’approccio all’agricoltura e alla protezione dell’ambiente.

I pesticidi, utilizzati per combattere le infestazioni di parassiti e malattie nelle colture, hanno dimostrato effetti negativi sulla salute umana e sull’ecosistema. Tuttavia, eliminare completamente l’uso di pesticidi richiede un cambiamento radicale nei metodi agricoli e una riconsiderazione delle pratiche colturali.

Gli scenari

Gli scenari delineati nello studio offrono diverse prospettive sulla strada per raggiungere l’agricoltura senza pesticidi entro il 2050:

Scenario 1. Mercato globale: catene del valore alimentare globali ed europee basate su tecnologie digitali e immunità vegetale per un mercato alimentare privo di pesticidi.

Scenario 2. Microbiomi sani: filiere europee basate su olobionti (microbioma delle piante) vegetali, suolo e microbiomi alimentari per una dieta sana.

Scenario 3. Paesaggi integrati: paesaggi complessi e diversificati e filiere alimentari regionali per un sistema alimentare unico.

Tutti e tre gli scenari aiuterebbero a ridurre le emissioni: del −8% lo scenario 1, del −20% lo scenario 2 e persino fino al −37% lo scenario 3.

Questi scenari propongono strade diverse, ma tutte impegnate nell’affrontare la sfida di un’agricoltura senza pesticidi entro il 2050. Sono necessari investimenti significativi in ricerca e sviluppo, nonché l’impegno di agricoltori, industria e politici per rendere realtà queste visioni.

Raggiungere un’agricoltura senza pesticidi comporta vantaggi significativi, come la riduzione dell’esposizione ai prodotti chimici nocivi per gli agricoltori e i consumatori, la promozione della biodiversità, la salvaguardia degli ecosistemi e la tutela della salute pubblica.

Tuttavia, è importante considerare le sfide che potrebbero emergere durante questa transizione, ovvero nuove sfide nella gestione delle colture e potrebbero essere necessari sostegni finanziari per facilitare la transizione verso pratiche più sostenibili.

Luna Riillo

 

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