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Berlusconi: De Cristoforo, ‘leader divisivo, sua destra non liberale ma mai sovranista’

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Roma, 20 giu. (Adnkronos) – “A nome del gruppo Misto rinnovo il cordoglio e le condoglianze alla famiglia Berlusconi e alla comunità politica di Forza Italia. Da Silvio Berlusconi ci divideva tutto, perché consideravamo, e consideriamo, Berlusconi portatore di un disegno politico dal nostro punto di vista regressivo. Un disegno seduttivo, fondato sulla cultura del mercato che ha trasformato la società italiana. Avevamo, e abbiamo, visioni della società opposte: lui credeva nelle magnifiche sorti del mercato e contrastava qualsiasi forma di controllo mentre noi crediamo che senza controllo i prezzi li paghino sempre i più deboli”. Così il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama, alla commemorazione di Silvio Berlusconi.

“Le nostre critiche non possono non riconoscere la sua centralità non solo come imprenditore ma anche come leader. In molti in questi giorni gli hanno riconosciuto doti umane, una capacità di empatia e generosità. Berlusconi ha creato una destra che prima di lui non aveva mai avuto ruoli rilevanti. Quella di Berlusconi non era una destra liberale come molti speravano, anche perché il suo essere uomo d’affari prevaleva, ma la sua era una destra comunque non sovranista”.

“Sarebbe ipocrita nascondere oggi le critiche che gli abbiamo sempre fatto: legami opachi, rapporti e amicizie imbarazzanti, la legittimazione della mercificazione del corpo delle donne. Non posso non sottolineare che oggi a distanza di trent’anni dalla sua discesa in campo l’Italia non è certo un paese migliore di prima. Come sarebbe ipocrita non vedere che spesso gli avversari lo hanno combattuto con armi e argomenti che hanno fatto, a loro volta, danni alla cultura politica di questo paese. Invece di contrastare la sua politica si è presa una scorciatoia non rispondendo a domande ed esigenze che invece erano reali. Berlusconi, credo che questo gli vada riconosciuto, non era un imprenditore della paura, uno dei tanti che montano emergenze per lucrare su timori irrazionali. La sua propaganda era opposta: faceva leva sulla speranza, sull’ottimismo. Raccoglieva consenso non agitando lo spettro di un futuro peggiore ma di uno migliore. Una differenza non certo secondaria con la destra oggi al governo”, conclude De Cristofaro.