**Diritti: arriva destra ad Ancona e consigliera anti 194 lancia petizione ‘Un cuore che batte’**
Roma, 20 giu. (Adnkronos) – “Personalmente io sono favorevole all’abrogazione della 194 perchè l’aborto è un omicidio di un essere indifeso che va tutelato”. Queste le parole (“a titolo personale”, specifica) della consigliera comunale di Fdi di Ancona, Maria Grazia De Angelis, in un’intervista al Corriere Adriatico e pubblicata nella sua pagina Fb. A meno di un mese dalla ‘conquista’ del comune da parte del centrodestra, per la prima volta nella storia della città, arriva l’iniziativa della consigliera anti-194 che rilancia nel capoluogo marchigiano la petizione ‘Un cuore che batte’. Ovvero: l’obbligo di far ascoltare il battito del feto alle donne che intendono interrompere la gravidanza. Pratica obbligatoria nell’Ungheria di Victor Orban, cavallo di battaglia del mondo Pro Life.
“Presso l’ufficio Urp del Comune di Ancona piano terra potete andare a firmare per la proposta di legge”, scrive nella sua pagina Fb De Angelis, che oltre che consigliera Fdi è anche medico anestesista. E le reazioni non si fanno attendere. Di cittadini. Ma anche da parte di colleghi medici. “Combattuto tra lo schifo e la vergogna di essere stato ‘collega’ di una persona del genere”, scrive Francesco. E Giacomo: “Attonito per l’iniziativa crudele della mia ex collega!”. Interviene anche la candidata sindaca del Pd, sconfitta ai ballottaggi, Ida Simonella: “Siamo su mondi completamente opposti”.
Ma De Angelis difende e argomenta così il senso della sua iniziativa che obbligherebbe i medici a far ascoltare il battito del feto: sarebbe “utile a dare consapevolezza a molte donne che aspettano un bambino”. E richiama anche la sua esperienza sul campo da medico anestesista: “Ho assistito a 64 aborti prima di fare obiezione” e racconta di “ragazze accompagnate dalle mamme, che ridevano come se l’aborto fosse un contraccettivo, una passeggiata. Prima di parlare di aborto, la gente dovrebbe capire di che si tratta. Uccidere un bambino prima che venga al mondo è un omicidio, un abominio di cui molte donne non hanno consapevolezza”.
