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**Berlusconi: Formigoni, ‘scelse me per guidare Lombardia e nel 2013 mi portò in Senato’**

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Milano, 12 giu.(Adnkronos) – “Silvio Berlusconi è stato un innovatore in tutti i campi che ha toccato: ha inventato il centrodestra e il bipolarismo; a tutt’oggi, è ancora l’uomo politico italiano che per più giorni è stato presidente del Consiglio, più di Craxi, Andreotti e De Gasperi. A livello extra-politico, ha inventato un nuovo modo di costruire le case, con il quartiere Milano Tre; ha inventato un nuova televisione, una tv in cui non si deve pagare il canone, eppure rivaleggia costantemente in audience con la televisione pubblica ed è stato l’uomo che inventò un nuovo modo di fare sport, il calcio: portò il Milan in cima all’Europa e al mondo come aveva promesso”. Così, all’Adnkronos, Roberto Formigoni, ripercorrendo il lungo rapporto che lo legava all’ex premier scomparso questa mattina all’età di 86 anni.

“Io -ricorda Formigoni- ero un militante della Democrazia Cristiana; una volta distrutta la Dc attraverso i giudici di Tangentopoli, io -che ero e resto un Cattolico Popolare- ero alla ricerca di una nuova collocazione politica; ne parlai con Berlusconi e lo trovai d’accordo sul fatto che io e i miei numerosi amici entrassimo in Forza Italia. Fu così generoso che in occasione delle prime elezioni che tenemmo, le regionali del 1995, quando aveva quattro volte i voti di Alleanza nazionale, il nome che scelse per il candidato presidente fu il mio”. Non solo, ma “per permettere un inserimento più facile di tutti i miei amici che arrivavano dalla Dc, pensò di aggiungere accanto al simbolo di Forza Italia, anche quello del Polo Popolare. Così molti dei miei amici furono eletti”.

Successivamente “partecipammo a tutte le altre elezioni amministrative con grandi successi e grandi risultati. Poi, nel 2013, quando non ero più presidente della Regione Lombardia, mi volle al Senato: il mio nome era il secondo nella lista, immediatamente dopo il suo”. Certo, osserva Formigoni, “forse uno dei suoi errori è stato quello di non pensare alla successione politica: il fatto è che a un certo punto uno deve avere il coraggio di accettare l’età che avanza e di preparare la successione”. E allora, conclude, “io mi auguro che i nuovi leader che ha indicato possano portare avanti la sua opera, anche se secondo me era necessario prepararli prima”.