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Carceri: Ciani (Demos), ‘interpellanza su stretta telefonate’

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Roma, 17 mag (Adnkronos) – “Ho presentato un’interpellanza al ministro Nordio per fare luce sulla questione delle telefonate in carcere concesse ai detenuti e capire quali siano gli intendimenti del governo”. Così Paolo Ciani, segretario Demos e deputato Pd-Idp, esprime grave preoccupazione per la stretta che si registra nei diversi istituti penitenziari sulle chiamate all’esterno concesse ai detenuti nell’era post Covid: non più una telefonata al giorno, ma soli dieci minuti di chiamata a settimana.

“È importante trovare un equilibrio tra la sicurezza nelle carceri e i diritti umani dei detenuti. Ridurre le telefonate non è la soluzione corretta. Dobbiamo invece promuovere politiche che consentano ai detenuti di stabilire connessioni umane significative e di mantenere un legame con la società esterna, il che può svolgere un ruolo cruciale anche nella prevenzione dei troppi suicidi in carcere. Ridurre le opportunità di comunicazione rappresenta un grave errore e un’insensibilità verso la salute e il benessere dei detenuti”, continua Ciani.

“Dobbiamo considerare il contesto carcerario come un’opportunità per offrire sostegno ai detenuti che possono trovarsi in uno stato di fragilità mentale. Le telefonate rappresentano uno strumento importante per mantenere una connessione con l’esterno, mitigando le già gravi condizioni in cui versano gli istituti penitenziari in Italia, dove regna isolamento e solitudine”, aggiunge.

(Adnkronos) – Ciani, nell’interpellanza sottoscritta da vari colleghi, evidenzia come durante il Covid la maggiore flessibilità nel concedere telefonate ai detenuti abbia notevolmente aiutato a garantire un clima sereno tra i detenuti e non si siano verificati problemi legati alla sicurezza, né vi sono stati particolari aggravi di spesa per l’amministrazione penitenziaria. “Mi auguro che il Governo prenda provvedimenti in questo senso, perché il carcere non è un mondo a sé, ma vi sono esseri umani come tutti noi”, conclude.