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Covid: mercoledì Speranza e Conte davanti a tribunale dei Ministri a Brescia

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Milano, 8 mag. (Adnkronos) – L’ex premier Giuseppe Conte e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza saranno interrogati mercoledì 10 maggio dai giudici del tribunale dei Ministri di Brescia – capoluogo di distretto di corte d’Appello competente per territorio – per l’indagine della procura di Bergamo in cui sono accusati di omicidio colposo ed epidemia colposa per la gestione delle prime fasi della pandemia. Speranza, difeso dall’avvocato Guido Calvi, è intenzionato a presentare una memoria, diversamente da Conte, assistito dal legale Caterina Malavenda.

Composto da un collegio speciale – presieduto dalla giudice che guida la sezione lavoro Mariarosa Pipponzi e composto da altre due toghe civili – il tribunale dei Ministri, ha 90 giorni di tempo dalla trasmissione degli atti, per sentire il pubblico ministero, effettuare i propri approfondimenti, e decidere se archiviare il procedimento sul Covid oppure trasmettere gli atti al procuratore. Nel primo caso, si tratta di una decisione non impugnabile, nel secondo caso il procuratore, per procedere, dovrà chiedere l’autorizzazione al Parlamento. Se la Camera di appartenenza negasse l’ok il processo non avrebbe luogo, in caso contrario il procedimento continuerebbe secondo le regole del rito ordinario davanti a giudici del tribunale di Brescia.

Sempre Brescia, ma in altra data, dovrà occuparsi della posizione di altri 13 indagati (accusati di epidemia colposa ed omicidio colposo) che, a fine aprile, a seguito della richiesta avanzata dalla difesa dell’ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo – rappresentata dai legali Gino Fabio Fulgeri e Mario Figliolia -, sono finiti sotto la competenza funzionale della città bresciana e del tribunale dei Ministri. In una situazione del tutto inedita, se dovesse essere decisa l’archiviazione per Conte e Speranza è possibile immaginare un effetto ‘domino’ anche per il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, lo stesso Miozzo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, Franco Locatelli presidente del Consiglio superiore di sanità e ancora Angelo Borrelli, Claudio D’Amario, Giuseppe Ruocco, Andrea Urbani, Giuseppe Ippolito, l’ex assessore lombardo Giulio Gallera, Luigi Cajazzo, Francesco Paolo Maraglino e Mauro Dionisio.