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Attentato scrittore russo Prilepin, ferito in esplosione sua auto: è grave

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Mosca, 6 mag. (Adnkronos/Dpa) – E’ rimasto ferito nell’esplosione della sua auto lo scrittore nazionalista russo Zakhar Prilepin, mentre il suo autista è morto come riporta la Tass. La bomba era stata messa nel suo veicolo vicino alla città russa di Nizhni Novgorod. Le condizioni di Prilepin sarebbero gravi. I medici lo hanno operato in un ospedale di Nizhny Novgorod. Lo hanno riferito i servizi di emergenza russi citati Interfax, secondo cui “è stato deciso di non trasferirlo a Mosca, ma di sottoporlo un’operazione a Nizhny Novgorod. Le condizioni sono ritenute gravi”.

Secondo i canali Telegram locali, Prilepin – che sarebbe rimasto ferito a entrambe le gambe nell’esplosione di una bomba comandata a distanza collocata sotto la sua auto – è stato portato via dal luogo dell’attentato in elicottero all’ospedale regionale “Semashko” di Nizhny Novgorod.

L’ordigno improvvisato piazzato sotto il cofano dell’auto di Zachar Prilepin conteneva circa due chili di esplosivo. Lo riferisce la Tass, citando l’esito delle indagini preliminari sull’attentato allo scrittore nazionalista russo rimasto ferito ad entrambe le gambe. Intanto sui social girano le immagini del cratere profondo 1,5 mt causato dall’esplosione.

L’ARRESTO – Un sospetto è stato arrestato nella regione di Nizhny Novgorod per l’attentato allo scrittore nazionalista russo Zachar Prilepin. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno di Mosca, citato dai media russi, senza fornire ulteriori dettagli. Il comitato investigativo russo, intanto, ha aperto un’inchiesta criminale sull’esplosione dell’auto a bordo della quale si trovava Prilepin. “Il sospetto, secondo i testimoni, era stato visto nella zona del villaggio di Pionerski” ha detto Irina Volk, rappresentante del ministero dell’Interno russo citata dalla agenzie di Mosca.

Secondo il sito russo Rbc, Prilepin a bordo di un’Audi Q7 stava rientrando a Mosca dai territori delle ‘Repubbliche popolari di Luhansk e Donetsk’, quando si è fermato per pranzare nella regione di Nizhny Novgorod. I sospetti avrebbero seguito la sua auto, collocando la bomba sotto il cofano, mentre lo scrittore si era allontanato.

L’uomo, fermato a Nizhny Novogorod, perché sospettato di essere coinvolto nell’attentato a Zachar Prilepin era già stato condannato in precedenza. Lo ha riferito la rappresentante del ministero dell’Interno russo, Irina Volk, citata dalla Tass, senza fornire ulteriori dettagli in merito, se non che il sospettato è nato nel 1993. Intanto, le forze dell’ordine sono impegnate nella ricerca di eventuali complici.

CHI E’ PRILEPIN – Lo scrittore nazionalista russo Zakhar Prilepin, ferito oggi in un attentato nella regione di Nizny Novogord, a gennaio si era arruolato nella Guardia Nazionale. Lo aveva reso noto il suo ufficio stampa, secondo cui Prilepin era già sul campo in Ucraina “per svolgere missioni di combattimento”.

Deciso sostenitore dell’invasione della guerra, Prilepin, nato nel 1974 a Nizi Novgorod, aveva già combattuto in Cecenia nei ranghi dell’Omon, l’unità antiterrorismo della polizia russa. Proprio per il suo passato nell’Omon, è entrato nella Guardia nazionale, aveva reso noto il suo ufficio stampa, aggiungendo che Prilepin aveva già organizzato “missioni umanitarie” nei territori occupati. In passato era stato consigliere della repubblica separatista di Donetsk.

L’attentato è avvenuto poco più di un mese dopo l’uccisione il 2 aprile in un caffè di San Pietroburgo del blogger militare russo Vladlen Tatasky. Mentre ad agosto era rimasta uccisa nell’esplosione della sua auto fuori Mosca Daria Dugina, figlia dell’ideologo nazionalista Alexander Dugin, considerato il vero obiettivo dell’attacco.

LA RIVENDICAZIONE – L’attentato contro lo scrittore nazionalista russo Zachar Prilepin, ferito nell’esplosione di una bomba sotto la sua auto, è stato rivendicato dal gruppo Atesh, movimento di partigiani della Crimea che riunisce ucraini, tatari e russi. Lo scrive la Novaya Gazeta, citando un post su Telegram dello stesso gruppo nato nel settembre dello scorso anno.

Secondo il Comitato investigativo russo Zachar Prilepin è rimasto vittima di “un attacco terroristico”. “E’ stato avviato un procedimento penale ai sensi dell’articolo 205 del Codice penale della Federazione Russa (“Atto terroristico”)” per l’esplosione di una bomba sotto l’auto dello scrittore nazionalista russo, che è rimasto ferito” sottolinea il Comitato investigativo.

LA SUA CASA EDITRICE – Non si può liquidare Zakhar Prilepin come un propagandista. Come Daria Dugina o Vladen Tatarsky. Lui è anche un grande scrittore”, afferma in una intervista all’Adnkronos Daniela Di Sora, fondatrice di Voland, la casa editrice che ha pubblicato in Italia Patologie, Sankia, Il Peccato e Il monastero, poche ore dopo l’attentato nel quale è rimasto ferito in Russia.

Zakhar, che fra l’altro non è il suo nome vero, ma uno pseudonimo scelto per presentarsi come persona semplice, per ricordare i servi della gleba, “è una persona infinitamente più complessa”. Non ha solo combattuto nel Donbass al fianco dei filorussi, ma ha anche, in passato, lavorato con Anna Politkovkaya a Literateraturnaya Gazeta, manifestato con Aleksei Navalny. E ha scritto romanzi, ricorda Di Sora, denunciando come “sia diventato troppo difficile in Italia oggi parlare dell’attualità legata alla guerra in corso”.

Guerra che, fra l’altro, aggiunge, “ha cambiato profondamente” il lavoro di una casa editrice come Voland, cosi attenta verso la letteratura dei Paesi che vi sono coinvolti. “Qualunque autore russo soffre di pregiudizi. Perfino Dostoevskij. Figuriamoci Prilepin che è personalmente e oggettivamente coinvolto e che, anche a parte la guerra, ha posizioni politiche che non condivido e non posso condividere”.

“Io posso davvero giudicare Prilepin solo come scrittore”, sottolinea l’editrice, che sta per pubblicare anche Aleksander Solzhenicyn e Andrei Siniavsky. Il catalogo di Voland “non cambia, ho scelto la letteratura”.