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**Pd: Leopolda ‘derenzizzata’ e in piazza con sindacati, sfida Schlein su lavoro**

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Roma, 3 mag. (Adnkronos) – Il taglio col ‘vecchio’ Pd va in scena in modo plastico stamattina in un luogo simbolo per eccellenza di una stagione dem: la Leopolda a Firenze. Ed è lì nel ‘tempio’ del renzismo che Elly Schlein, davanti alla platea della Filmcams Cgil con Maurizio Landini, chiude i conti col passato. Un passato che parlando di lavoro e Pd, si chiama innanzitutto Jobs Act. “E’ la prima volta che vengo qui -sottolinea riferendosi alla Leopolda-. Oggi è un luogo di mobilitazione contro la precarietà”. E aggiunge Schlein: “Sarà nostra cura ricucire le fratture del passato con i lavoratori”.

L’opposizione al decreto Lavoro del governo Meloni sta diventando l’occasione, lo strumento con cui il Pd prova appunto a ‘ricucire’ quegli strappi, a ritrovare un filo con sindacato e lavoratori e a voltare pagina sulle politiche del passato. A trovare, in una parola, una narrazione nuova. E la Leopolda ‘derenzizzata’ diventa la Leopolda anti-precarietà. E non solo. Schlein sarà in piazza a Bologna con Cgil, Cisl e Uil sabato alla prima delle tre manifestazioni unitarie organizzate dai sindacati contro il decreto Lavoro targato Meloni. “Nel rispetto dell’autonomia sindacale”, dicono i suoi. Non è previsto, come è stato in altre occasioni, alcun intervento di politici dal palco. “E’ stato così anche a Firenze alla manifestazione in difesa della Costituzione”, ricorda il portavoce Flavio Alivernini.

A quanto pare, a differenza di quella iniziativa a Firenze, sabato a Bologna non ci sarà la stessa foto: Schlein con Landini e Giuseppe Conte. Il leader M5S infatti non dovrebbe andare. I rapporti tra dem e pentastellati restano freddi. Anche sul fronte del salario minimo. Ancora non si è riusciti a fare fronte comune in Parlamento nonostante qui il campo sia davvero largo: da Calenda a Conte passando per il Pd. Dice Marco Sarracino della segreteria Schlein: “La questione salariale è al centro della nostra azione politica, a cominciare da una legge sul salario minimo. Ci sono diversi disegni di legge delle opposizioni, troviamo insieme una sintesi e mettiamo in campo una proposta comune”.

A parte la questione del taglio del cuneo fiscale che, dice il Pd, non è né epocale né strutturale visto che è previsto solo fino a fine anno, Schlein intende battere su quello che si “nasconde” dietro al decreto del governo: l’aumento della precarietà. Dice la segretaria del Pd: “E’ il decreto ricattabilità, per questo ci ritroveremo al fianco dei sindacati. Questo decreto va nella direzione sbagliata rispetto a quello che serve al Paese, basta chiedere alla Spagna, lì è stato fatto, hanno ridotto i contratti a termine. Il primo maggio, come provocazione, il governo si riunisce e decide di aumentare il ricorso dei contratti e termine e dei voucher”.

Ed ancora: nel dl Lavoro “il problema è che il taglio del cuneo è temporaneo, non è strutturale e nasconde il trucco: si possono contrattare le casuali dei contratti e i termini anche tra le parti, ma c’è un dislivello di potere e delegare a quel livello vuol dire rendere il lavoro più ricattabile. E così ti ricatto due volte, perché se non accetti quel lavoro sei precario e non c’è uno strumento di sussidio”.

Dopo la Cgil a Firenze, Schlein ha partecipato a Roma all’Eco Futuro Festival. Il dramma del maltempo in Emilia Romagna fornisce un aggancio di attualità con i temi del clima e della tutela dell’ambiente. Sul piano delle politiche energetiche “il governo continua a voler investire su una direzione che si è rivelata insostenibile, perdente, inefficace. Anche estremamente costosa per il nostro paese”. L’idea della segreteria dem è del tutto diversa, punta sulle rinnovabili, parla delle ‘comunità energetiche’. “Proviamo a cambiare le mentalità e le politiche. Non sarà un percorso facile, lo sappiamo. Anche per me: ho vinto le primarie con un certo tipo di piattaforma, poi realizzarla e renderla coerente a tutti i livelli non è una passeggiata. Però sicuramente c’è l’impegno di realizzare quello che abbiamo messo nella mozione”.