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Usa, Fox patteggia con Dominion sui presunti brogli nelle elezioni del 2020

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Washington, 19 apr. (Adnkronos) – La Fox patteggia e raggiunge un accordo con la Dominion Voting Systems, società che gestisce le macchine elettorali negli Stati Uniti, che l’aveva accusata di diffamazione per le teorie sui presunti brogli nelle elezioni del 2020. Il network di Rupert Murdoch pagherà 787,5 milioni di dollari per porre fine alla battaglia legale che dura da due anni e che ha distrutto la credibilità del network conservatore. La Cnn lo definisce il più grande accordo per diffamazione della storia degli Stati Uniti che riguarda una società di media. La Dominion Voting Systems aveva chiesto all’emittente risarcimenti per 1,6 miliardi di dollari per aver diffuso le accuse senza fondamento di Donald Trump e dei suoi alleati su presunti brogli nelle elezioni del 2020.

“Le parti hanno risolto il loro caso”, ha detto il giudice Eric Davis prima di licenziare i 12 membri della giuria, attribuendo loro il merito di aver dato alle parti lo slancio per raggiungere un accordo, lodando gli avvocati di entrambe le parti.

La credibilità di Fox è stata già danneggiata in modo consistente dal materiale istruttorio emerso nelle scorse settimane, messaggi privati ed email che mostravano come i suoi stessi dirigenti non credessero alle teorie complottiste, ma continuassero a diffonderle per ragioni di audience. Non solo il presidente di Fox Corporation Rupert Murdoch, ma anche conduttori ultraconservatori come Tucker Carlson e Sean Hannity, grandi sostenitori di Trump, sapevano che le bugie dell’ex presidente sull’elezioni erano completamente scollegate dalla realtà, ma continuavano a incentrare i loro show su questo perché, affermavano, questo era quello che volevano gli ascoltatori. Anzi, altri messaggi rivelano che i pochi giornalisti di Fox che hanno cercato di contestare gli argomenti trumpiani poi subirono provvedimenti disciplinari.