Caso camici: pg Milano, ‘Fontana va processato, ha preferito interessi privati’
Milano, 3 apr. (Adnkronos) – Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e gli altri quattro indagati nell’inchiesta ribattezzata ‘caso camici’ devono essere processati. Lo chiede il pg di Milano Massimo Gaballo in un intervento brevissimo in cui sottolinea come l’atto di appello della procura “è condivisibile”, anche alla luce della nuova normativa, e come di fronte a un “processo in gran parte documentale” in cui sussiste la “ragionevole previsione di condanna” non si può fare altro che “ribadire la richiesta di rinvio a giudizio”.
Fontana era stato prosciolto, lo scorso 13 maggio, dal gup Chiara Valori, la quale aveva stabilito il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per frode in pubbliche forniture per il governatore lombardo, per il cognato Andrea Dini proprietario della società Dama, per Pier Attilio Superti vicesegretario generale della Regione, per Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, rispettivamente ex dg e dirigente di Aria, la centrale acquisti della Regione. Per il gup la ‘trasformazione’ del contratto riguardo la consegna dei camici – in piena emergenza Covid – da fornitura a donazione “si è realizzata con una novazione contrattuale che è stata operata in chiaro, portata a conoscenza delle parti, non simulata ma espressamente dichiarata” e quindi non ci fu “inganno”, ma un risparmio per Regione Lombardia.
Motivazioni che non convincono la procura generale. Nei motivi di appello della procura si ritiene che “le condotte in contestazione, funzionali alla tutela degli interessi personali del governatore Attilio Fontana e di quelli economici della Dama spa riferibile alla moglie a la cognato hanno avuto l’esito di posporre l’interesse pubblico (alla completa e tempestiva esecuzione della fornitura) ad interessi privati convergenti degli imputati Fontana e Dini, con il concorso degli altri imputati, chiamati a dare esecuzione delle disposizioni del presidente della Regione Lombardia”. La prossima udienza è in calendario il 5 maggio, poi il 19 giugno è attesa, salvo sorpresa, la decisione sul futuro giudiziario di Fontana.
