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Unità nazionale: Meloni, ‘continuerò a citare Renan perchè cultura non è nostra o loro’

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Roma, 20 mar. (Adnkronos) – “Non ci penso per niente a ‘mettere giù le mani da Renan’ (che peraltro ho citato molte altre volte in passato senza che questo creasse scalpore). Intendo continuare a usare lui e ogni altro autore che abbia detto o scritto cose che condivido. Perché la cultura è questo. Attingere dal meglio che l’umanità abbia prodotto, senza pregiudizi, senza paraocchi, e senza accettare quella vulgata ridicola e pericolosa secondo la quale se citi un autore, o se semplicemente lo leggi, lo etichetti o te ne appropri”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una lettera a ‘La Repubblica’, per replicare a Corrado Augias che ieri sullo stesso giornale aveva criticato la premier per aver citato Ernest Renan in occasione di una sua dichiarazione venerdì scorso, nel giorno delle celebrazioni della proclamazione dell’Unità d’Italia.

“Io non ho mai pensato -prosegue Meloni- che la letteratura potesse essere ‘nostra’ o ‘loro’, che si potessero leggere solo libri ‘autorizzati’ dalla propria parte politica, che tutto si potesse ridurre alla categoria ‘amico’ o ‘nemico’. Questa è l’idea di cultura che ha certa sinistra, e lo scrivo esattamente per questo. Perché è un’idea di cultura che intendo combattere. Condivido l’idea che le arti non sono nostre o loro ma dell’umanità”.

“Accade che esponenti della sinistra, non sapendo chi sia Renan, si documentino su Wikipedia, e così -lamenta ancora il presidente del Consiglio- vengo attaccata con la bizzarra accusa di aver citato ‘il teorico della razza ariana’, dunque un autore sostanzialmente paranazista. Qualcosa non torna. Perché quel presunto autore impresentabile, prima di me, è stato citato anche da molti altri, tra cui ad esempio Antonio Gramsci e Giovanni Spadolini, e considerato tra gli autori preferiti di François Mitterrand, non esattamente personalità di estrema destra”.