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**Migranti: sit in parenti vittime e dispersi davanti Prefettura Crotone, ‘aiuti per rimpatrio’**

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Crotone, 4 mar. (Adnkronos) – “Noi ringraziamo di cuore il Presidente Mattarella, che è venuto qui due giorni fa. So che è un uomo di parola, il popolo italiano è un popolo grande e il governo italiano è potente. Noi afghani, parenti delle vittime, chiediamo aiuto al governo e al signor Presidente che è venuto qui e ci ha promesso che avrebbe fatto il possibile. Noi siamo qui per portare queste vittime nei paesi di origine o nei paesi dove vivono”. A parlare, in un italiano incerto, è Mohammad Haroon Faizi, un ragazzo afghano che vive in Italia dal 2015. E’ lui il primo a prendere la parola al presidio davanti alla Prefettura organizzata da 277 associazioni riunite sotto la sigla ‘Rete 26 febbraio’.

“Speriamo che il Presidente mantenga la sua parola – dice Mohammad – E la metta in pratica”. Poi dice: “Vogliamo due cose: che debbano continuare le ricerche dei dispersi e che vittime recuperate dal mare vengano trasferite nei paesi di origine. O dove vogliono i parenti. Ancora non è chiaro. Sappiamo che hanno detto “Faremo prima possibile”, ma non sappiamo nulla”. “Ci dicono solo “dovete essere calmi”. Per avere il certificato di morte deve essere il comune a venire da noi o dobbiamo andare noi dalla Polizia? Non ci dicono nulla”.

“Abbiamo il diritto da esseri grattati da esseri umani. Noi siamo qui per chiedere aiuto -dice – e poi le salme iniziano a fare cattivo odore, vanno spostate da lì. Tutti sono preoccupati, i familiari. Noi vogliamo solo sapere cosa fare. Basta saperlo, noi vogliamo che la gente possa portare via i propri cari. Tutti abbiamo un lavoro, e rischiamo di perderlo”. E conclude: “Non vi preoccupate, non siamo dei pesi, io lavoro come voi. Tutti volevano una vita come voi”.

“Brancoliamo nel buio senza alcuna informazione- dice poi Manuelita Scigliano dell’associazione Sabir – Siamo il loro punto di riferimento. Siamo noi a essere martellati dalle loro richieste. Che documenti dobbiamo preparare? Non sappiamo nulla. Va data la documentazione ma anche le risposte. Mattarella ha promesso di facilitare le pratiche”. “Chiediamo che ci sia un vero coordinamento. Non li si può lasciare soli: servono risposte concrete. Sarà una procedura lunga. Molti speravano di partire oggi ma non è possibile. Va garantito il rispetto: bisogna garantire il rispetto per il culto religioso. Molti lamentano di non avere potuto espletare pratiche del loro culto. Rispetto e risposte”.