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Fdi: pm Milano, su Fidanza e altri sospetti ma nessuna prova (2)

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(Adnkronos) – Le indagini, per cui la procura ha proceduto per finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio e per cui ora chiedono l’archiviazione, traggono origine dall’inchiesta sotto coperto realizzata dal giornalista Salvatore Garzillo – e trasmessa il 30 settembre 2021 nella trasmissione Piazzapulita -, il quale fingendosi un potenziale finanziatore interessato a investire sulle formazioni politiche Lega Nord e Fratelli d’Italia, svela la possibile esistenza “di un meccanismo illecito finalizzato a incamerare denaro in nero”, da destinare alla campagna elettorale di alcuni candidati alle elezioni amministrative comunali del 3 e del 4 ottobre 2021.

La raccolta del denaro destinato alle campagne elettorali di candidati dei centrodestra milanese avveniva mediante eventi organizzati da Roberto Jonghi Lavarini, il quale rivestiva un ruolo di coordinamento. In caso di grandi somme il riciclaggio sarebbe dovuto avvenire tramite l’intermediazione del commercialista Rotunno, “il quale sarebbe stato in grado, tramite società e professionisti compiacenti, di far confluire, mediante bonifici, le risorse finanziarie sui conti correnti ufficiali dedicati alla campagna elettorale dei candidati sostenuti, dissimulandone la provenienza”. Per le cifre minori, invece, sarebbe stato lo stesso Jonghi Lavarini a elargire contante ai presidenti dei circoli presenti sul territorio comunale, per far fronte alle piccole spese elettorali. Dalle affermazioni di Jonghi Lavarini si tratterebbe “di un meccanismo già sperimentato in passato”. Dal video acquisito si arriva al coinvolgimento di altre persone, e in particolare, tra gli altri, di Carlo Fidanza europarlamentare di Fratelli d’Italia, dell’europarlamentare leghista Angelo Ciocca, del consigliere regionale lombardo Massimiliano Bastoni e della candidata Chiara Valcepina.

“Dall’analisi dei video e degli audio è emersa, secondo le affermazioni di Roberto Jonghi Lavarini, l’esistenza di una rete di rapporti ambigui – veri o millantati – anche con ex appartenenti ai servizi segreti, italiani ed esteri, con massoni e con criminali del calibro di Massimo Carminati”, ma dall’analisi dei conti correnti sequestrati “non sono emersi elementi rilevanti”, così come un buco nell’acqua si rivela il resto del materiale sequestrato, si spiega nella richiesta di archiviazione. Le affermazioni sull’esistenza di un sistema di ‘lavatrici’ per finanziare in nero le campagne elettorali “non ha trovato adeguato riscontro”. Rispetto ai versamenti e ai prelievi avvenuti su una carta intestata all’Associazione culturale Grande Milano, nella disponibilità di Jonghi Lavarini, “va rilevato che le indagini non hanno fatto emergere elementi in grado di identificare la destinazione di tale denaro, sicchè unico fattore di sospetto rimane la coincidenza temporale tra i prelievi ed il periodo di campagna elettorale, di per sé insufficiente a provare il reato in giudizio”.