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Medico sportivo Acquati: ‘Attività fisica regolare riduce rischi cuore e cancro’

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Roma, 5 gen. (Adnkronos Salute) – “Che fare sport sia importante, è assodato: numerosi studi scientifici dimostrano i benefici di una regolare pratica dell’attività fisica. Sicuramente fare sport fa bene sia al corpo sia alla mente”, afferma Matteo Acquati, Direttore sanitario Istituto di Medicina dello sport di Milano, responsabile sanitario EA7 Olimpia Milano. “Da un punto di vista fisico – continua – è noto che chi pratica regolarmente sport ha una minore probabilità di incorrere in patologie di tipo cardiovascolare (ipertensione, cardiopatia ischemica, ictus) o dismetaboliche (diabete, obesità), quindi le cosiddette malattie croniche non trasmissibili. Ma c’è di più: negli ultimi anni si è visto come lo sport comporti una minore probabilità di ammalarsi di patologie oncologiche, come il tumore del colon e della mammella, nella donna”. (Video)

Dall’attività motoria regolare trae anche enorme giovamento la mente. “Chi fa sport ha una maggiore facilità di relazione e, mediamente, è più contento e più soddisfatto. Non a caso – ricorda lo specialista – lo sport è una delle terapie che viene utilizzata anche in chi soffre di depressione”. Con queste premesse, è chiaro che “il ruolo del medico dello sport non può essere limitato solo a definire l’idoneità alla pratica sportiva”, sottolinea Acquati. “Anzi, la visita medico-sportiva permette di individuare in fase precoce non solo patologie importanti – come quelle cardiache – che, se non correttamente diagnosticate, possono causare problematiche gravi soprattutto nel caso di una pratica sportiva intensa, ma anche patologie minori e non controindicanti l’idoneità, ma che – se lasciate a se stesse – possono comportare un aggravamento dello stato di salute. Mi riferisco ad esempio alla scoliosi nei ragazzini”.

Il medico dello sport ha infatti “competenze trasversali: ortopedia, cardiologia, alimentazione, fisiologia dell’esercizio. Non è, quindi, la figura a cui rivolgersi solo quando si ha necessità di sapere se si è idonei alla pratica di uno sport – ribadisce Acquati – ma soprattutto quando si vogliono ricevere consigli su come praticare attività sportiva, quale e quanta praticarne. Il medico dello sport può offrire utili consigli anche a una persona che ha appena ricevuto una diagnosi di una patologia cronica, così come chi è reduce da un infortunio”.

A proposito dei benefici, “tendenzialmente una persona che pratica attività sportiva – afferma lo specialista – è favorita rispetto a una persona sedentaria, perché la sedentarietà, che spesso si associa a una alimentazione scorretta – ricca di grassi animali, alcolici e povera di frutta e verdura – favorisce l’insorgenza di uno stato infiammatorio. Se queste abitudini si perpetuano – ricorda Acquati – si cronicizza lo stato infiammatorio che arriva a interessare tutto l’organismo, diventando terreno fertile per molte patologie, sia cardiovascolari che tumorali”.

“Non a caso – ricorda – l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) quantifica in almeno 150 minuti di attività settimanali la soglia per raggiungere un beneficio. Abbiamo la possibilità di disinnescare il meccanismo infiammatorio, proteggerci, garantire la nostra salute, preservarla e, se siamo affetti da malattia cronica, – conclude – migliorarne il controllo”.