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Musica: Spera (Assomusica), ‘anno concerti si chiude con incremento del 45%’

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Roma, 1 dic. (Adnkronos) – “L’estate è andata molto bene: l’anno si chiuderà con dei dati comunicati da Siae fino a settembre, parliamo di oltre 11 milioni di spettatori con 500 milioni di fatturato e relativi indotti. Dunque, c’è un incremento rispetto al 2019 del 40-45%”. A parlare con l’Adnkronos è il presidente di Assomusica Vincenzo Spera, che fa un’analisi dello stato dell’arte sui concerti in Italia alla luce della ripresa post pandemia e dello stop forzato degli ultimi due anni.

“Questo dato -sottolinea Spera- racchiude ovviamente i concerti rinviati e quelli nuovi, dunque è un bilancio da fare su due anni e mezzo”. Una situazione che sembra illuminare il futuro di speranza. “C’è un grosso fermento per l’anno prossimo -rivela il presidente di Assomusica- quindi considerando tutti i concerti che sono già stati messi in vendita negli ultimi due mesi, per l’estate abbiamo già quasi tre milioni di biglietti venduti, e la cosa lascia molto sperare”. Tra i problemi che si dovranno fronteggiare, dice Spera, c’è sicuramente “quello di un probabile affollamento”, dovuto, com’è immaginabile, alla voglia di musica e di condivisione del pubblico e alla ripartenza del settore.

Ma non solo. “Un altro grosso problema -scandisce il presidente di Assomusica- è quella di gestire le maestranze, che sono in buona parte scomparse. E quindi anche le strutture”. Da qui, un appello di Spera per il comparto al neo ministro Gennaro Sangiuliano, che proprio oggi ha presentato le linee programmatiche del governo per lo Spettacolo. “Ci auguriamo che il nuovo governo possa intervenire con delle misure che aiutino a trovare dei lavoratori -è l’auspicio- e che aiutino anche a creare della formazione per loro”.

“Noi chiediamo -affonda Spera- che si arrivi quanto prima ad una definizione delle norme previste dalla legge sul codice dello Spettacolo, dove vengano innanzitutto riconosciute le figure professionali, e in secondo luogo vengano stabilite delle regole che valgano in tutto il Paese, perché non possiamo trovarci in balia ogni volta degli umori delle varie amministrazioni locali”.

Già dal 2012, spiega il manager, “quello dei concerti è un settore che è sempre cresciuto mediamente dell’8%. E’ dunque necessario fare delle politiche che guardino al medio e lungo periodo, senza sottovalutare l’importanza di questo settore che crea da un lato grande attrazione turistica e dall’altra anche grosse ricadute sui territori dove si opera”.