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L’indagine, i giovani italiani stanno bene ma sono provati emotivamente

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Roma, 15 nov. (Adnkronos Salute) – I giovani italiani dichiarano di avere una salute emotiva peggiore di quella fisica. Il 47% della generazione Z (18-24 anni) e il 59% dei millenial (25-35 anni) ritengono infatti di godere di una condizione fisica “buona o molto buona”, a differenza di quella emotiva che si attesta sul 41% per la generazione Z e sul 51% per i millenial. E, rispetto al genere, gli uomini ritengono di essere più in salute delle donne. Gli ambiti sociali più sani sono la famiglia (86%) e gli amici (84%), seguiti dall’ambiente di lavoro e di studio (74%). Solo il 55% ritiene i social media un ambiente sano. Sono i dati dell’indagine Merck ‘Sostenibile o niente. Il futuro che vogliono i Millennial e gli Zeta di Europa’, con il supporto tecnico di GAD3 e di cui a giugno è stato pubblicato il primo set di dati.

Promossa in occasione dell’Anno europeo dei Giovani, proclamato dalla Commissione europea, la ricerca – segnala una nota Merck – ha coinvolto 6.119 giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni in 10 Paesi: Spagna, Germania, Austria, Francia, Ungheria, Italia, Norvegia, Polonia, Portogallo e Regno Unito. Dall’indagine emerge che punto di riferimento per i giovani quando si tratta di seguire consigli ’salutari’ sono i professionisti della salute, gli scienziati e i ricercatori. Quando si tratta di cercare un consiglio per uno stile di vita sano da seguire infatti gli operatori sanitari (57%), le agenzie che si occupano di salute (49%) e gli account ufficiali di enti pubblici o privati (36%) sono le tre principali fonti di informazione, seguite a ruota dai divulgatori/creatori di contenuti sulla salute (33%).

Bassa invece la fiducia nei confronti degli influencer su temi lifestyle: solo il 13% si affida a loro, mentre operatori sanitari e scienziati/ricercatori spiccano anche in un’altra classifica stilata dagli italiani intervistati: sono infatti i veri eroi/eroine di questi anni per l’86% dei giovani italiani, superando anche i campioni dello sport (5%) e gli imprenditori di successo (10%).

I maggiorenni under 35 hanno anche le idee molto chiare su quale ambito della ricerca scientifica sostenere. Il 76% darebbe priorità alla lotta contro il cancro, seguita da quella alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la Sclerosi Multipla. L’infertilità (28%) e il Covid-19 (26%) sono priorità meno sentite.

“È significativo che la generazione Z e i millennial europei, secondo i risultati del nostro sondaggio, ritengano che la salute, la ricerca e la scienza, siano valori assolutamente prioritari – afferma Marieta Jiménez, senior Vice President Europe di Merck Healthcare – Questi giovani stanno già costruendo il futuro immediato e noi dobbiamo ascoltarli. In Merck, il 41% delle nostre persone è costituito da millennial e ci sono sempre più appartenenti alla generazione Z. Ritengo sia essenziale avvicinarci a loro e scoprire come pensano e sentono, di cosa hanno bisogno e quanto possono contribuire a questa trasformazione sociale in cui hanno già iniziato a giocare un ruolo di primo piano”.