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**Sicilia: Mulè (Fi), ‘Scarpinato khomeinista, giudice non è simbolo terzietà e indipendenza’**

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Palermo, 21 set. (Adnkronos) – “La Sicilia è una terra dove troppo spesso si è bruciato il garantismo peggio di come si faceva con le streghe durante l’inquisizione. Mi limito a dire che rispetto al passato su Renato Schifani ci sono due sentenze di archiviazione entrambe sollecitate da un pm che si chiama Di Matteo e che oggi, dico vergognosamente, rilegge quelle archiviazioni come se non fossero tali. Il certificato penale di Schifani ha cinque lettere dove c’è scritto ‘nulla’, quindi è persona integerrima e pulita, dal punto di vista giudiziario e politico”. Lo ha detto all’Adnkronos il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè (Fi) parlando del processo a carico del candidato alla presidenza Renato Schifani nell’ambito del processo sul cosiddetto ‘Sistema Montante’.

Poi Mulè aggiunge: “Fa specie che ancora oggi nel 2022 su una vicenda che è totalmente residuale rispetto al cosiddetto caso Montante, si imbastisca una campagna elettorale. Non mi meraviglia che lo faccia un ex pm, non ex giudice, come Scarpinato, che ha sempre avuto una visione ‘khomeinista’ della giustizia e quindi non mi meraviglia. Dovrebbe meravigliare i siciliani, quella che all’evidenza non deve essere stata la terzietà che si richiede a un magistrato, esprimendo Scarpinato quei concetti che ne dimostrano che così indipendente non era, avendo aderito, subito dopo la pensione, a un partito che fa del giustizialismo la sua stella polare”.

“Se si parla di simboli, certamente Scarpinato non è un simbolo né di indipendenza né di terzietà della magistratura. Le sue parole dimostrano quanto sia oggi di parte sollevando dei dubbi, rispetto alla sua capacità di essere terzo e libero nel giudizio che aveva espresso nella sua attività professionali”, conclude il sottosegretario.