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Basket: Golden State Warriors campioni Nba, Boston Celtics battuti 4-2

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Boston, 17 giu. – (Adnkronos) – I Golden State Warriors sono campioni Nba per la settima volta nella loro storia, la quarta negli ultimi otto anni. La squadra di coach Steve Kerr supera per 4-2 alle Finals i Boston Celtics conquistando la decisiva gara-6 per 103-90 in trasferta. La franchigia californiana torna in vetta alla Nba due stagioni dopo aver chiuso la regular season con il peggior record e rilanciati dai soliti Big Three (Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green), attorno al quale Kerr ha saputo costruire un gruppo vincente con Wiggins, Looney, Poole e tanti altri comprimari che hanno saputo fare la loro parte.

Una partita segnata già nel primo quarto, aperto da Boston con un promettente 12-2 di parziale nei 150 secondi d’apertura: un fulmine a ciel sereno, visto che gli Warriors – sotto anche di 12 – rimettono il naso avanti già nei primi 12 minuti e allungano grazie a un parziale da 21-0 (il più ampio mai realizzato nella storia delle Finals negli ultimi 50 anni). Una mazzata tremenda per le ambizioni di rimonta Celtics, che di nervi provano nel terzo quarto a replicare – senza riuscire però mai a ritornare in scia degli Warriors.

Il protagonista della sfida è Curry, in lacrime a fine gara e commosso per la prima serie di finale della sua carriera conclusa con il titolo di MVP: in gara-6 sono 34 punti con 12/21 al tiro e soprattutto 6/11 dall’arco (la risposta migliore dopo i nove errori senza canestri di tre giorni fa), a cui aggiunge anche 7 rimbalzi e 7 assist. Due gli acuti da copertina: la tripla a metà terzo quarto da 10 metri, dopo la quale indica l’anulare a cui mettere il quarto anello in carriera; la bomba che nell’ultima frazione ‘manda a nanna’ Boston.

Green sceglie il momento più adatto per piazzare l’acuto, dominare in difesa e giocare la sua miglior partita in queste Finals: per il n°23 Warriors sono 12 punti, 12 rimbalzi e otto assist che descrivono soltanto in parte la capacità di controllare e indirizzare la sfida. Combatte e resta in campo per 41 minuti anche Klay Thompson che, per una volta fa cilecca e chiude con 12 punti e un modesto 5/20 dal campo. Nel momento di massimo sforzo, fondamentali le triple a bersaglio di Jordan Poole – autore di 15 punti in 18 minuti in uscita dalla panchina, con 5/12 dal campo e una scossa d’energia pari a quella garantita anche da Gary Payton II – “l’altro” tassello cruciale in uscita dalla panchina, come Kevon Looney pronto a fare la voce grossa sotto canestro.

Una vittoria di squadra in gara-6, nella serie e nella stagione segnata anche dalle giocate di un monumentale Andrew Wiggins: 18 punti con 4/9 dall’arco per concludere una stagione indimenticabile anche per lui. Boston si ritrova così a concludere per la prima volta una finale Nba nella sua storia (su 22 apparizioni) con ben tre sconfitte in fila: un destino a cui ha provato a opporsi fino alla fine Jaylen Brown, protagonista con i suoi 34 punti con 12/23 al tiro, 5/11 dall’arco, sette rimbalzi e tre passaggi vincenti. È l’ultimo a mollare sia in attacco che in difesa, ma i Celtics nell’ultima mezz’ora di gioco hanno dimostrato di non avere più energie da mettere in campo (giunti alla partita numero 107 di una stagione infinita).

Il grande sconfitto di gara-6 è invece Jayson Tatum – sfigurato e privo di forza in una partita in cui segna soltanto due punti nella ripresa, chiusa con 13 a referto e 6/18 al tiro, al termine di una serie in cui non è riuscito a fare la differenza. Il numero 0 termina i playoff con più di 100 palle perse a referto (record negativo all-time), con la pessima cura dei possessi da parte dei Celtics a pesare come un macigno sulla serie: in gara-6 altre 22 palle perse per Boston – troppe per sperare di mettere in difficoltà Golden State.