Ucraina: vice premier, ‘ho semaforo verde Zelensky su ingresso in Nato, nulla è cambiato’
Kiev, 11 apr. (Adnkronos) – Zelensky ha recentemente affermato che l’Ucraina non può aderire alla Nato. Ma allo stesso tempo afferma che la Nato non ha dato risposte chiare all’Ucraina e chiede la chiusura del cielo e aiuti illimitati. Lei è vice ministro per l’integrazione euro-atlantica. Sta lavorando per l’integrazione dell’Ucraina in Europa. Sta anche lavorando per l’integrazione con la Nato? Non teme che alcune richieste all’Alleanza atlantica, come la chiusura del cielo, possano portare a una terza guerra mondiale? “Questa è un’ottima domanda. Molto semplicemente sulla Nato direi che sì, sono vice primo ministro per l’integrazione euro-atlantica, che fa parte del mio mandato. E che sono estremamente orgogliosa di ciò che abbiamo fatto in questi ultimi due anni – risponde all’Adnkronos Olga Stefanishyna – Ma anche vorrei aggiungere che difficilmente si può trovare un sostenitore campione dell’integrazione con la Nato più grande del presidente ucraino Zelensky, che è stato personalmente molto ispirato da questa idea e lo è ancora. Questo è per me semaforo verde, via libera a ciò che ho fatto e stiamo facendo”.
“Fino al 24 febbraio, posso confermare che siamo stati il più espliciti possibile, il più dedicati possibile affinché nel prossimo vertice di Madrid, che si svolgerà tra meno di due mesi (29 e 30 giugno 2022 – ndr), la Nato possa decidere di intensificare il processo di adesione dell’Ucraina al Patto atlantico o di inserirlo in prospettiva nei prossimi 10 anni. Questa nostra posizione è lì. Nulla è cambiato. Le aspirazioni euro-atlantiche sono integrali all’identità ucraina, sono in costituzione. Kiev è stata esplicita, in tutto e per tutto. Spetta alla Nato intensificare il processo decisionale. Se non è in grado di farlo, ricordo che la guerra ha luogo proprio ora. E noi abbiamo bisogno di decisioni adesso. Dunque altre decisioni e strumenti di garanzia dovrebbero essere forniti velocemente al mio paese, mentre si mobilita il consenso politico”, sollecita.
Che intendete per consenso politico? “Mi riferisco a ciò che fa parte delle trattative bilaterali e tra l’altro ai contatti con i leader firmatari del Budapest memorandum (firmato il 5 dicembre 1994, con il quale l’Ucraina accettò di smaltire l’enorme scorta di armi nucleari che aveva ereditato in seguito alla dissoluzione dell’Urss – ndr). La logica è l’accordo tra Ucraina e Russia sulle garanzie di sicurezza – risponde il vice premier all’Adnkronos – Ci dovrebbe essere un gruppo più ampio di paesi che garantiscono l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina e che dovrebbero intervenire entro 24-72 ore da qualsiasi atto di aggressione come previsto dall’articolo 5 del trattato Nato. Quindi questo è qualcosa che potrebbe fungere da meccanismo in grado di fermare la guerra in questo momento, ma anche di prevenire altri tentativi di aggressione militare”.
(di Roberta Lanzara)

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