Sole 24 Ore: pm Milano, condannare ex direttore Napoletano a 4 anni (2)
(Adnkronos) – L’ipotesi di falsa comunicazione ha uno spettro temporale che si concentra nel 2015, spiega il pm Ruta che rimarca più volte come il vero danno non è solo quello “dei numeri” ma soprattutto di reputazione per “il più importante giornale economico italiano i cui contenuti sono la base per decifrare quello che avviene” nel Paese. La decisione di falsificare il numero di copie digitali, a dire del rappresentante dell’accusa, “ha una rilevanza ai fini della rendicontazione (del bilancio 2015, ndr) e soprattutto della rappresentazione esterna”, ossia di come il quotidiano viene percepito fuori.
Contro l’ex direttore Napoletano, a dire del pm Ruta, “ci sono prove dichiarative e documentali molto significative” che restituiscono “l’interesse del direttore al tema delle copie. Se l’obiettivo di avere una diffusione al di sopra di qualsiasi altro giornale è legittimo il problema è il modo in cui ha raggiunto, ossia falsificando i dati”. Quei presunti dati mendaci indicherebbero un “meccanismo del sostegno inquinato alla radice” in cui “era l’offerta che guidava la domanda, tutti i testimoni hanno detto che chi stabiliva l’ammontare delle copie era sempre la società” in cui Napoletano “era amministratore di fatto o comunque contitolare di un potere tanto da riuscire a ottenere una buonuscita molto significativa qualora fosse stato licenziato, a dimostrazione di una relazione in cui poteva chiedere e ottenere”.
In attesa della pronuncia dei giudici milanesi, nella prossima udienza fissata per il 14 aprile la parola passerà alla difesa di Napoletano, il pm ha ricordato come la Consob abbia fatto ricorso contro la decisione della Corte d’appello di Roma che ha annullato la sanzione di 280mila euro inflitta all’ex direttore del Sole 24 Ore. Secondo i giudici romani non vi è la prova “della attribuibilità anche a Napoletano delle condotte illegittime ovvero dell’incidenza decisiva e condizionante della sua azione rispetto a scelte che spettavano in assoluta autonomia ad altri soggetti”. L’ex direttore non ha voluto commentare la richiesta di condanna chiesta dal pm Ruta.

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