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**Ucraina: Ong Soleterre, ‘team di psicologi per bimbi e donne traumatizzati’**

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Roma, 18 mar. (Adnkronos) – La Ong Soleterre da 2 settimane ha aperto un nuovo fronte di lavoro al confine polacco, a Przemysl e a Rzeszów dove, con il proprio team di psicologi dell’emergenza specializzati nel lavoro con i minori. Vengono effettuati screening dei pazienti oncologici pediatrici e delle loro mamme, anche nei luoghi di frontiera, per intercettare i pazienti non più nel controllo del sistema sanitario ucraino a causa della guerra. Un lavoro che si estende anche alla valutazione delle condizioni psicologiche delle persone in fuga che accompagnano i bambini.

“Sono condizioni di lavoro molto difficili perché le persone sono in transito, si fermano nei centri di accoglienza sul confine per poche ore o giorni. Dai primi colloqui fatti dai nostri psicologi emergono disturbi da stress post traumatico con elementi dissociativi -dice Damiano Rizzi, presidente di Soleterre, dal confine tra Polonia e Ucraina- di fronte a noi vediamo, spesso, corpi assenti, non persone che riescono ad interagire in un tempo presente, la loro mente è comprensibilmente altrove, sembrano difendersi da quello che accade ‘dissociandosi’ dalla realtà”.

I civili “hanno bisogno di essere ascoltati e raccontano senza tregua o si rinchiudono in silenzi insondabili. Nella pratica quotidiana ricorriamo a manovre elementari: un collega mi ha raccontato che per tranquillizzare una donna con un attacco psicotico in corso le hanno fatto vedere il cielo e lei, non vedendo più le bombe che cadevano come succedeva fino a pochi giorni prima, ha iniziato a calmarsi”, spiega ancora Rizzi.

“Molti dei bambini in arrivo in Polonia dall’Ucraina non parlano, non reagiscono agli stimoli del contesto esterno, sono assenti. Altri sono molto agitati. Altri ancora giocano e disegnano. Potremmo dire che 1/3 di loro ha problemi di grave trauma ed emerge dai loro racconti che sono rimasti per ore sotto le macerie durante i bombardamenti o che hanno perso un familiare. Tutte le donne soffrono la separazione dal marito o compagno. Le persone che stiamo accogliendo in Italia sono vittime di guerra che hanno pertanto bisogno di assistenza psicologica immediata. Soleterre può dare assistenza in Ucraina, al confine e in Italia per i pazienti oncologici pediatrici, i loro accompagnatori e per altri bambini traumatizzati in fuga”, prosegue Rizzi.

Soleterre, con questa testimonianza, fa appello alle istituzioni italiane, e alle tante realtà del terzo settore che si stanno occupando di accoglienza e sostegno in Italia, affinché vi sia l’attivazione di una adeguata assistenza psicologica delle persone in arrivo dall’Ucraina in guerra, ribadendo che “si tratta di vittime di guerra, con bisogni – soprattutto psicologici – specifici e assolvibili solo da realtà e professionisti della salute mentale”.

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