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**Riforme: Mirabelli (ex Consulta), ‘presidenzialismo? Prima meglio legge elettorale’**

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Roma, 10 gen. (Adnkronos) – Giorgia Meloni ha lanciato la sfida: il 28 febbraio arriverà in Aula la proposta di legge di Fratelli d’Italia sul presidenzialismo, che si ispira al presidenzialismo francese (dove il presidente è eletto per 5 anni a suffragio universale diretto, per non più di due mandati) con sistema maggioritario e si accompagna, come in altri Paesi europei, alla possibilità di procedere anche alla sfiducia costruttiva. “Lo schema logico sembrerebbe quello di un semipresidenzialismo alla francese con qualche strana contaminazione. La sfiducia costruttiva è infatti tipica del sistema tedesco, in cui la nomina del governo e del premier è basata sul voto parlamentare. Sembrerebbe una contaminazione dei due sistemi, non è del tutto coerente conciliare questi aspetti”. Ne parla con l’Adnkronos il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli che commenta: “Mi sembra comunque al momento una discussione politica, è difficile che ad un anno dalle elezioni si riesca ad attuare una legge costituzionale così complessa. Piuttosto prima della fine della legislatura andrebbero rivisti i meccanismi elettorali in modo da assicurare maggiore stabilità e definire un equilibrio fra rappresentanza e governabilità”.

Il presidenzialismo francese risolverebbe? “Forse no. Ci sono stati nell’esperienza francese esempi di coabitazione tra presidente della Repubblica di un orientamento politico e Parlamento di un altro che hanno creato delle difficoltà. E questo nonostante i poteri del presidente della Repubblica in Francia siano di governo, non di garanzia – risponde Mirabelli – Nel sistema del cancellierato tedesco invece si garantisce forse maggiore stabilità, perché anche in assenza di maggioranza di un partito si arriva alla coalizione con patti più dettagliati e solidi che in Italia. E la sfiducia costruttiva assicura il permanere del governo, salvo che ci sia una maggioranza alternativa pronta a sostituirla”. In pratica la sfiducia può essere presentata dal Parlamento “solo quando ha nominato un altro cancelliere che forma un nuovo governo”. “Mal si concilia dunque con un meccanismo come il francese in cui il presidente della Repubblica per investitura popolare diretta ha ruolo di governo, non di garanzia – ribadisce il presidente emerito della Corte – Il problema che ne deriva è che il potere di nomina e di congedo del governo in Francia è del presidente, mentre in Germania la chiave del sistema è ancora il Parlamento”.

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