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Pirelli: Tronchetti Provera, ‘Stiamo riempiendo le fabbriche di trentenni specializzati in data sciences e analytics’

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Milano, 30 gen. (Adnkronos) – ”Stiamo riempiendo le nostre fabbriche e i nostri laboratori di trentenni specializzati in data sciences e in data analytics. Una volta la frontiera tecnologica era la scienza dei materiali. Ora sono fondamentali la sensoristica, la raccolta e la elaborazione delle informazioni: la ruota è l’unico punto di contatto fra la macchina e il terreno”. Lo dice in un’intervista al sole 24 ore il vice presidente esecutivo & Ceo di Pirelli Marco tronchetti Provera in occasione dei 150 anni di Pirelli ripercorrendo alcuni momenti della storia della società, come la crisi di trent’ anni fa. ”Chiudemmo molte società -racconta- la cultura Pirelli, che si esprimeva in un grande attaccamento alla azienda, fu cruciale, perché in tanti non lasciarono il gruppo e accettarono di essere ricollocati con un ridimensionamento dei loro ruoli. Fu fondamentale l’appoggio di Mediobanca e della Comit, che ci garantirono non tanto i quattrini, ma la fiducia degli uomini, prima di tutto Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghi ma anche Luigi Fausti e Pierfrancesco Saviotti, e in più un ombrello da aprire se il maltempo che gravava sulle nostre teste si fosse trasformato in tempesta. Non ce ne fu bisogno”. Tronchetti ricorda che ”funzionò bene la ristrutturazione operata sulle procedure e sulle pratiche aziendali: fino al mio arrivo non era mai stato fatto un bilancio consolidato di gruppo”.

Ma non sempre filò tutto liscio. Il manager non dimentica che quando progettò una operazione su Stet, con i francesi di Alcatel, per la convergenza fra i cavi e le telecomunicazioni ”La ratio della strategia industriale venne osteggiata e affossata dagli interessi della politica e dalla sua incapacità di considerare le tendenze del mercato. Il mondo è cambiato per sempre con l’estensione alle attività civili, dalle attività militari, di internet. Oggi gli Stati Uniti hanno due operatori nelle telecomunicazioni. La Cina ne ha tre. L’Europa ne ha alcune decine”.

Quanto al suo rapporto con l’azienda Tronchetti Provera ricorda che ”La prima volta che sentii il nome Pirelli fu il giorno in cui mio zio Nino, che era il direttore generale della Carlo Erba, mi mostrò la sua nuova macchina. Una Ferrari 330 Gt di colore blu. Quando passò a illustrarmi i pneumatici, mi spiegò che erano della Pirelli. E aggiunse: “Per la Ferrari, quelli Pirelli sono i migliori””. E la fabbrica ce l’ha nel sangue fin da piccolo: ”La prima volta in cui sono entrato in una fabbrica avevo tredici anni. Era il 1961. Mio padre Silvio mi portò a visitare un impianto a Cividate al Piano, vicino a Bergamo. L’azienda si chiamava Minmetal. Produceva tubetti e scatole di alluminio. Mi fece visitare la fabbrica a quell’età, come aveva già fatto con i miei due fratelli maggiori, Bruno e Roberto”.

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