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**Gomorra: Saviano a editori che deve risarcire per plagio, ‘vi ho sputt*** e ne vado fiero’**

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Roma, 15 dic. (Adnkronos) – “Gli editori di Cronache di Napoli e del Corriere di Caserta mi detestano da quando li ho portati in televisione, da quando ho svelato come, attraverso le loro pagine, i detenuti per camorra scambiavano messaggi con gli affiliati a piede libero”. Roberto Saviano, in un durissimo post su Instagram, rompe il silenzio sulla vicenda che lo vede accusato di plagio in ‘Gomorra’ di due articoli, contenuti nei quotidiani ‘Cronache di Napoli’ e Cronache di Caserta’. Lo scrittore è stato condannato a risarcire una somma che la Cassazione, proprio qualche giorno fa, ha stabilito che debba essere aumentata in ragione del grande successo ottenuto dal romanzo.

“Mi detestano -spiega Saviano- da quando ho raccontato la vicenda di Enzo Palmesano (insieme a Nadia Toffa), il giornalista licenziato dal Corriere di Caserta (oggi Cronache di Caserta) per ordine di un boss di camorra. Ma mi detestano ancora di più perché in Gomorra ho citato due loro articoli senza indicarne la paternità ma scrivendo solo: ‘secondo giornali locali'”. Saviano contesta nel merito la vicenda, negando di essersi mai attribuito le parole di quegli articoli: “Furbescamente mi si vuol far passare per falsario -dice lo scrittore- ma chiunque abbia una copia di Gomorra in casa può verificare che non mi sono mai attribuito la paternità di quei due articoli vergognosi… Vedete, mi facevano talmente schifo quelle due testate, che esaltavano le gesta amatorie di Nunzio De Falco, mandante dell’omicidio di Don Peppe Diana, che definivano Don Diana ‘camorrista’, che non ho voluto macchiare la mia penna facendo i loro nomi”.

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