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Carabinieri: morte generale Sottili, un vita a caccia di boss mafiosi/Adnkronos

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Palermo, 9 dic. (Adnkronos) – Una vita all’insegna della ricerca dei boss mafiosi, di fiancheggiatori di capomafia, quella del generale dei Carabinieri Giammarco Sottili, morto a 67 anni. Il generale Sottili nella sua lunga e prestigiosa carriera nell’Arma dei Carabinieri ha comandato diversi reparti territoriali. Dalla Compagnia carabinieri di Castelnuovo di Garfagnana alla Compagnia di i Gaeta, poi ancora a Trieste. Per approdare Nucleo investigativo di Catania e poi di Palermo. Poi ha guidato il Comando provinciale di Avellino. Per poi approdare in Sardegna come Capo di Stato Maggiore della “Legione Sardegna” a Cagliari.

Ufficiale stimatissimo e apprezzato in tutti gli ambiti, si è distinto per le sue straordinarie capacità nel settore investigativo ed in particolare nella lotta contro la mafia che ha portato avanti sempre in prima fila, con grande professionalità e coraggio. Tra le tante spicca la famosa indagine sulle cosiddette ‘talpe’ da lui personalmente diretta e che ha portato alla disarticolazione della più pericolosa rete di protezione che garantiva la latitanza del super boss Bernardo Provenzano. “Dopo quegli arresti a Palermo, prenderà forma quella straordinaria offensiva condotta da tutte le forze di polizia nei confronti della mafia e che ha portato alla cattura di Bernardo Provenzano”, ricorda all’Adnkronos il colonnello Francesco Gosciu che ha lavorato al fianco di Sottili dal 2004 al 2007. In quel periodo Sottili diresse numerose importanti inchieste, come quella sulla mafia di Villabate e la collaborazione di Francesco Campanella.

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