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I cibi morbidi sono più calorici

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È stata scoperta una relazione tra la forma del cibo, la masticazione e l’assunzione delle calorie. Leggi lo studio effettuato dall’Università di Wageningen, in Olanda

Puree di verdure, lasagne, pomodori pelati ingeriti in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto maggiore dei cibi solidi.

Secondo uno studio effettuato dall’Università olandese di Wageningen insieme ai ricercatori del Centro di Ricerca Nestlè (Nrc), esiste una relazione tra la forma dei cibi, il tempo di masticazione e la quantità di calorie assunte. Gli esperti hanno analizzato il nesso tra le caratteristiche di un pasto, il senso di sazietà e la conseguente assunzione di nutrienti e calorie. Mangiare cibi più ‘morbidi’ risulterebbe meno appagante rispetto a quelli più solidi, consumati con piccoli morsi e masticate lunghe che aumenterebbero il senso di sazietà riducendo, quindi, le quantità ingerite.
‘Questi studi – ha detto Ciaran Forde, ricercatore che ha condotto lo studio – ci danno la possibilità di conoscere l’impatto che gli alimenti, nelle diverse forme, hanno sul comportamento alimentare, sul senso di sazietà e sull’assunzione di cibo. Il nostro obiettivo e’ aiutare i consumatori a raggiungere la sazietà ingerendo meno calorie’.

Pubblicato recentemente su ‘Appetite’, lo studio ha indagato, in una prima fase, l’influenza della dimensione dei morsi e della durata della masticazione nella soddisfazione della fame e, di conseguenza, sulle calorie assunte; in una seconda fase, la variabile della forma della pietanza servita come variabile decisive per spegnere l’appetito.

(dp)

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