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Startup: rivoluzione eco di FabricNano, inventa processo dimezza costi bioplastiche/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Competenze tecniche, capitali privati, uno stato che aiuta le aziende e ottimismo è il poker d’assi che si è visto calare sul tavolo in Gran Bretagna il giovane fisico italiano. Randisi, andato a Oxford per un dottorato nel 2013, oggi si trova così al vertice di una rivoluzione industriale che promette una vero cambio di verso alla transizione ecologica. “Per sviluppare il nostro processo produttivo per le bioplastiche abbiamo vinto nel 2020 un bando del governo britannico da circa 400.000 sterline a fondo perduto e la stessa tecnologia si può applicare ai processi produttivi più disparati”. Dunque un investimento pubblico rapido, centrato ed ampio spettro. “Per esempio -chiarisce infatti Randisi- aziende farmaceutiche come Angelini, Sandoz, Menarini, AstraZeneca, Novartis spesso identificano degli enzimi per la produzione di un particolare farmaco, o ingrediente farmaceutico, ma il loro uso è troppo costoso per essere messo in produzione”.

“Con la nostra tecnologia, questi processi possono invece diventare competitivi sul mercato, aumentando così la disponibilità di medicinali alla portata di tutti” evidenzia Randisi che chiarisce: “Non sono un ‘cervello in fuga’ dall’Italia ma ho liberamente scelto di andare in Gb per ‘giocare in serie A’ e ‘con giocatori di serie A'”. “L’Italia – commenta – non ha nulla da invidiare al Regno Unito rispetto a competenze tecniche, anzi il nostro tessuto industriale è ancora più sviluppato”. Certo, ammette, “gli investitori in startup sono pochi in Italia ma i capitali privati si possono attrarre dall’estero. Quello che invece manca nel nostro Paese é un vero supporto pubblico alle imprese”. E in vista del Pnrr italiano, Randisi rilancia sulla possibilità che il governo Draghi, con i fondi del Next Generation Eu, voglia e riesca a “implementare qualcosa di simile al sostegno governativo di cui godono le imprese britanniche: un passo che aiuterebbe grandemente nuove aziende come la mia”. Aziende “piccole ma capaci di diventare molto grandi e molto presto” indica.

Il fisico romano pensa a sostegni pubblici come “crediti di imposta per la ricerca privata, bandi di finanziamento a fondo perduto” ma anche a “burocrazia snella, reattiva ed economica”, e soprattutto a “pochissime barriere alle imprese”. Non basta. Randisi suggerisce anche di “monitorare attentamente il ‘tessuto’ industriale generato per amplificare i programmi che funzionano, chiudere quelli carenti e iniziare nuovi progetti che possano migliorare sempre più il sistema Paese”. E “anche se può sembrare un’affermazione trita”, c’è “un ultimo aspetto di fondamentale importanza” che secondo il Co-founder di FabricNano manca in Italia : “Incoraggiare l’ottimismo e la voglia di farcela che da noi sono ormai tragicamente carenti”.

(di Andreana d’Aquino)

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