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Un albero piantato per ogni bambino nato, e’ legge

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I Comuni sopra i quindici mila abitanti saranno obbligati a piantare un nuovo albero per ogni bambino neonato o adottato

Per ogni bambino neonato le città dovranno piantare un albero. Dal 16 febbraio è entrata in vigore la legge che obbliga i Comuni sopra i 15mila abitanti a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato. La legge punta a incentivare gli spazi verdi urbani, per migliorare la qualità della vita.

In realtà, la legge esiste da oltre vent’anni. L’obbligo di piantare un albero per ogni neonato, infatti, era stato introdotto in Italia con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992, ma non era mai stato applicato alla lettera. Ora, perché la Legge venga rispettata e perché venga realmente piantato un albero per ogni bambino nato e adottato nel Comune, sono state introdotte delle modifiche alla precedente disposizione. La legge non si applicherà più a tutti i comuni d’Italia, ma solo quelli con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, e non interesserà solo le nascite, ma anche i bambini adottati. Non solo. La piantumazione dovrà avvenire entro sei mesi, e non più dodici, dalla nascita o dall’adozione.

Nonostante il basso tasso di natalità italiano, la legge dovrebbe riuscire a contrastare, almeno in parte, la perdita di zone verdi in città, che secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è di otto metri quadrati al secondo. Ogni Comune dovrà comunicare informazioni sul tipo di albero scelto per ogni bimbo e il luogo in cui è stato piantato, provvedendo anche a un censimento annuale di tutte le piantumazioni. A vigilare sul rispetto della normativa sarà il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito presso il ministero dell’Ambiente.

(gc)

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