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Chernobyl: un braciere senza fine

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35 anni dopo il disastro, il reattore 4 si riaccende

Non esiste nessuno che non conosca Chernobyl, la città ucraina che è stata teatro del peggiore incidente nucleare della storia del mondo e che, oggi, trentacinque anni dopo, torna a essere una notizia a causa di una reazione di fissione che si è scoperto essere ripartita nel reattore numero 4 e che sta bruciando uranio.

“È come la brace in un barbecue”, ha detto Neil Hyatt, un chimico dei materiali nucleari dell’Università di Sheffield, secondo quanto riportato da Science.

I sensori stanno monitorando un numero crescente di neutroni, un segnale di fissione, in streaming da una stanza inaccessibile, quindi non si può aspettare molto altro tempo per capire cosa fare con lo smantellamento del reattore.

Sono state diverse le soluzione che, nel corso del tempo, sono state messe in pratica per impedire altri disastri.

La prima è stata il sarcofago di cemento e acciaio chiamato Shelter che è stato costruito un anno dopo l’incidente per ospitare i resti dell’Unità Quattro, poi ci sono stati gli irrigatori di nitrato di gadolinio installati sul tetto per contrastare gli effetti della pioggia – il composto riesce ad assorbire i neutroni, ma non arriva efficacemente in alcune stanze del seminterrato – e, infine, c’è stato l’enorme New Safe Confinement (NSC) che è stato fatto scivolare sul sarcofago nel novembre 2016 e che, secondo i funzionari di Chernobyl, avrebbe fatto svanire ogni possibile rischio, isolando il rifugio in modo che potesse essere stabilizzato e alla fine smantellato.

La struttura effettivamente tiene fuori la pioggia e, da quando è stato posizionata, il conteggio dei neutroni nella maggior parte delle aree del rifugio è rimasto stabile o è in calo.

Adesso, però, è arrivata nuova minaccia che non può essere ignorata.

Afferma Hyatt, sempre secondo Science, che il timore è che “la reazione di fissione acceleri in modo esponenziale”, portando a “un rilascio incontrollato di energia nucleare”. Non c’è possibilità che si ripeta quello che è successo nel 1986, ma una reazione incontrollata potrebbe minacciare di far cadere parti instabili del rifugio traballante, riempiendo l’NSC di polvere radioattiva.

Per questo, gli scienziati ucraini si stanno affrettando a determinare se le reazioni si spegneranno da sole o richiederanno interventi straordinari per evitare un altro incidente.

Non è affatto facile affrontare questa minaccia, ma va fatto e il prima possibile.

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