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Sicilia, quando i beni confiscati diventano meta di viaggio

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Un viaggio ‘pulito’ in una terra bellissima. I beni confiscati diventano luoghi da visitare, è l’idea di Addiopizzo travel che vuole portare i turisti a visitare il volto nuovo della Sicilia. Da Palermo a Corleone, per chiudere nell’agriturismo di ‘Libera’ sui terreni che furono di Totò Riina

Viaggiare responsabile significa anche viaggiare “etico”. E quale vacanza può essere più “etica” se non una condotta nei terreni confiscati alla Mafia, nelle strutture che un tempo erano le basi operative della criminalità organizzata? “Addiopizzo travel” è un tour operator che ha avuto – tra le altre – anche questa idea: portare i turisti nelle terre prima di proprietà di Cosa nostra, mostrando all’esterno della Regione il volto “pulito” della Sicilia. Quello che corrisponde all’idea di sole, mare e buon cibo, l’immagine di un’isola bellissima e in grado di liberarsi dal giogo della criminalità. Sette giorni in mezza pensione, in giro a gustarsi le meraviglie che la “Trinacria” ha da offrire: due giorni a Palermo, con un tour sui luoghi-simbolo della lotta alla mafia (mercato di Ballarò, Questura, Cattedrale, il Capo, Piazza della Memoria, Olivella, Emporio Pizzofree, Piazza Marina, Piazza Magione, Casa Borsellino). La cena e il pernottamento in strutture rigorosamente “pizzo-free”. Nei giorni successivi si va a Corleone, città simbolo della mafia siciliana. Si potrà godere delle bellezze artistiche del posto, con una passeggiata panoramica dalla Rocca Soprana al centro storico. Prevista poi una visita guidata al museo dell’antimafia e un pranzo presso un agriturismo affiliato a “Libera” sui terreni confiscati a Totò Riina. In programma anche un salto a Partinico con visita alla tv antimafia “TeleJato” e incontro con il giornalista “antimafia” Pino Maniaci. Una vacanza “pulita”, sotto tutti i punti di vista. (umberto di giacomo)

 

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Corleone, mafia, pizzo, Sicilia, turismo, viaggio

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