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Inquinamento, alcune citta’ americane impongono l’obbligo dei 30 all’ora

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Ridurre la velocità in città per non inquinare. Se ne discute in America. Precisamente a Seattle e Washington. L’idea farebbe guadagnare denaro, tempo, e salute ambientale

In mancanza di auto elettriche si trovano soluzioni alternative. Per ridurre l’inquinamento, ma anche gli incidenti e il traffico alcuni comuni americani vorrebbero  imporre l’obbligo dei trenta chilometri, qualcosa meno, qualcosa più,  all’ora. L’iniziativa prende sempre più piede.  

E se 45 miglia all’ora, cioè 70 km orari, è la velocità consentita nelle città Usa, a Seattle è in progetto un decreto per ridurla a 20 (32 km), Washington, addirittura, vorrebbe portarla a 15 miglia all’ora (24 km orari),  allo stesso limite varato in forma sperimentale da San José, capitale della Sylicon Valley, dal 15 novembre scorso. 

Le ragioni, come già detto, sono tante. Ambientali, economiche, sociali. Le brusche frenate fanno consumare più carburante e usurano freni e pneumati -più denaro-, emettono quantità maggiori di gas nocivi -più inquinamento- e potrebbero provocare incidenti, se chi vi sta dietro non si tiene ad una distanza di sicurezza adeguata.

Non solo. Se tutti andassero più piano, ma a velocità più costanti, il traffico sarebbe più fluido e gli automobilisti troverebbero strade più sgombre.

A testimoniare che almeno in salute ci si guadagna è Mirafiori Nord, il primo quartiere di Torino dove è attivo dal 2009 il limite dei 30 orari invece dei normali 50 previsti dal codice stradale. La diminuzione degli incidenti ha ridotto del 74% in un anno i giorni di prognosi. E il 68% degli abitanti della zona non vuole più il vecchio limite.

(GC)

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