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Vaccarino (Cna): “Appello Bonomi è grido allarme di tutto sistema imprenditoriale”

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Roma, 8 mar. (Labitalia) – “L’appello lanciato dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, di ‘fare in fretta’ e di ‘non perdere altro tempo sul lavoro’ è un grido allarme di tutto il sistema imprenditoriale”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Daniele Vaccarino, presidente della Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato. “Va messa però al centro delle azioni in questo momento -precisa Vaccarino- la campagna vaccinale”. “Ormai siamo tutti convinti -sottolinea il presidente della Cna- che soltanto con una fortissima spinta alla campagna vaccinale riusciremo a riprendere le nostre attività economiche con più fiducia. Abbiamo ancora davanti a noi alcuni mesi (e speriamo si tratti solo di alcuni mesi) in cui l’economia continuerà con le sue difficoltà. Alcuni settori lo faranno in modo drammatico, quelli cioè fortemente colpiti dalla crisi. Non si tratta solo di turismo, ristoranti e alberghi. Nel settore delle piccole imprese e dell’artigianato, ad esempio, il comparto del trasporto persone è quello che soffre maggiormente: si tratta non solo dei tassisti, ma anche dei noleggi con conducente e noleggi autobus, così come soffre un po’ tutta la filiera legata al mondo dello spettacolo, compresi i fotografi che vengono dimenticati da tutti”.

Così come soffrono, continua Vaccarino, “il settore della manifattura legato all’export e tutto il settore del benessere come palestre, estetisti e acconciatori, chiusi nelle zone rosse”. “Sono settori ancora fortemente in difficoltà e alcuni di questi non saranno neanche -avverte- i primi a poter riprendere quando l’economia tornerà a girare. Infatti, mentre un ristorante quando riapre si riempie (basti vedere cosa succede oggi nelle zone gialle), il turismo invece avrà tempi lunghi di ripresa e i tassisti continueranno a essere troppi. Di fronte a questa situazione, l’appello di Bonomi a fare in fretta è sacrosanto”, dice Vaccarino.

“Oggi non è pensabile andare a un sistema unico per tutti sulla cassa integrazione” dice ancora ad Adnkronos/Labitalia Daniele Vaccarino, che aggiunge: “Riteniamo che in questa fase non sia possibile parlare di sbloccare i licenziamenti: ci sarebbe una forte crescita della disoccupazione -avverte il presidente della Cna- e crediamo che questi mesi (che speriamo siano pochi) che devono portare al successo della campagna vaccinale debbano ancora essere coperti con la cassa integrazione”. “Noi non concordiamo assolutamente però -rimarca Vaccarino- sull’idea di una cig unica per tutti. Il mondo dell’artigianato ha sperimentato in questi anni un sistema bilaterale che si chiama Fsba (Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato) che ha funzionato e che, normalmente, quando cioè non succedono cataclismi come questa pandemia, è riuscito a coprire i fabbisogni di copertura con le risorse versate dai datori di lavoro”.

“Quindi, crediamo che questo sistema sia il più adatto per continuare a funzionare per il sistema dell’artigianato e delle pmi, perché non è oggi pensabile andare a un sistema unico anche sulla cassa. Anche perché l’utilizzo è estremamente sproporzionato: il sistema delle grandi imprese, in passato, ha fatto usi e abusi delle casse integrazioni, ordinaria, straordinaria, coprendo periodi lunghissimi, per anni e anni, di aziende in agonia. Il sistema dell’artigianato non funziona così: se c’è lavoro, si può stare tranquilli che gli operai e i collaboratori si tengono ben stretti. Tant’è che da marzo-aprile di un anno fa, è scesa la domanda di cig nei nostri settori nei mesi in cui si è potuto lavorare”. “Il nostro Fsba è diventato obbligatorio e piuttosto bisogna investire un po’ di più su controlli e rispetto dell’obbligatorietà perché sappiamo che ci sono aree dove questa viene elusa. Però il sistema ha funzionato e vogliamo mantenerlo”, rimarca Vaccarino.

Sulle politiche attive del lavoro, poi, Vaccarino dice “è giusto che vadano sempre più incontro all’incrocio tra domanda e offerta”. “Mancano alcuni profili che le aziende non riescono a trovare -spiega- nonostante i numeri altissimi dei disoccupati: elettricisti, saldatori, installatori e l’elenco è lungo”. Però, il punto critico è la qualità della formazione, dice il presidente della Cna: “Se ci mettiamo a discutere su progetti formativi che creino davvero le figure adatte a entrare effettivamente nel mondo del lavoro, ci stiamo. Se è formazione ‘pur di farla’, dove anche i cassaintegrati vanno mal volentieri, dove non si impara nulla, dove si fa un corso di inglese che quando hai finito sai a mala pena dire ‘buongiorno’ e ‘buonasera’ -avverte Vaccarino- non siamo d’accordo. Sulla formazione il sistema delle pmi ha avanzato molte proposte di formazione operativa ricorrendo agli stessi artigiani che possano trasferire esperienza e competenza”. (di Mariangela Pani)

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