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Settore audiovisivo, il giuslavorista Fusani: “Sì a sostegni ma più contrattazione 2° livello”

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Roma, 21 ott. (Labitalia) – Autori, scenografi, scrittori, registi, musicisti, attori, doppiatori oltre naturalmente a tutti quei lavoratori che materialmente consentono ai set cinematografici di operare, vale a dire tutti i lavoratori delle troupes. Sono i lavoratori del settore audiovisivo per i quali sono messe in campo misure di sostegno, ma le cui criticità si combattono con “più formazione, più apprendistato, più contrattazione secondo livello”. Lo dichiara ad Adnkronos/Labitalia, Mario Fusani, giuslavorista e arbitro in materia di diritto del lavoro e sindacale. Fusani è negoziatore e coordinatore per i rinnovi di Ccnl nazionali, territoriali e aziendali di diverse categorie: tra queste il metalmeccanico, il commercio, Tlc, editoria, logistica ed entertainment.

“Le restrizioni da Covid hanno visto l’aumento della richiesta di prodotti nel settore del cineaudiovisivo e le aziende hanno creato e condiviso le condizioni per poter operare nella massima sicurezza possibile”, spiega Fusani. “Questa prospettiva si inserisce in un periodo che già vedeva un maggior interesse, anche a livello internazionale, per le produzioni italiane e per le produzioni straniere in Italia. L’auspicio è che le imprese siano in condizione di proseguire in questo percorso di sviluppo, e che le parti sociali comprendano che siamo in un momento in cui è opportuno porre l’attenzione sulla tutela di quanto già esistente, (che non deve essere senz’altro depresso), ma anche e soprattutto sul raccogliere le sfide che portino questo comparto ed un ulteriore rilancio”, osserva Fusani che ricorda come “l’intero settore si è attivato per fronteggiare l’emergenza legata a Covid-19 da un punto di vista lavoristico”.

I sostegni del Cura Italia

“Fin dall’inizio, grazie all’articolo 89 Decreto “Cura Italia” (L. 24 aprile 2020, n. 27) al fine di sostenere i settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo a seguito delle misure di contenimento del Covid-19, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo sono stati istituiti due Fondi, uno di parte corrente e l’altro in conto capitale, per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo. I Fondi hanno una dotazione complessiva di 130 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 80 milioni di euro per la parte corrente e 50 milioni di euro per gli interventi in conto capitale”, aggiunge Fusani. Nel corso del lockdown, molti operatori del settore hanno lavorato da remoto (produttori, sceneggiatori), allo sviluppo creativo delle nuove opere, ma per quelli che hanno continuato a lavorare in presenza ci sono altri due interventi normativi da sottolineare. “Il 7 luglio scorso -ricorda l’avvocato Fusani- è stato sottoscritto il Protocollo condiviso per la tutela dei Lavoratori del Settore Cine-Audiovisivo, un documento su cui organizzazioni dei lavoratori, degli artisti, delle imprese di produzione e degli autori hanno trovato convergenza alla fine di maggio e che prevede in dettaglio i comportamenti, le responsabilità, le procedure da adottare, gli strumenti da utilizzare per evitare la possibilità di contagio da Covid-19 nella delicata fase di ripresa della produzione, in particolare sui set”.

Dl Agosto

Infine, a seguito del perdurare dell’emergenza epidemiologica, la legge 126 del 31 agosto 2020 con la quale è stato convertito il cosiddetto Decreto Agosto “ha confermato la proroga delle indennità già riconosciute in favore di determinate categorie di lavoratori dai decreti Cura Italia e Rilancio”. “In particolare, -spiega Fusani- viene riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro: per i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 da cui derivi un reddito non superiore a 50.000 euro, o almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019 da cui deriva un reddito non superiore ai 35.000”. Fusani lavora con Cristina Gandolfi nello studio GF Legal, che ha sedi a Milano, Roma e Londra e da più di 30 anni opera nell’ambito del diritto del lavoro e sindacale.

C’è difficoltà di reperimento figure professionali

“Da parte di più produttori, ad esempio, -osserva Fusani- ho sentito racconti sulla difficoltà di trovare figure professionali in misura sufficiente per produzioni straniere importanti e remunerative. E di come gli stessi produttori abbiamo dovuto chiamare dall’estero queste maestranze di troupe, ad esempio. O di come ancora buona parte dei professionisti non possano lavorare in set internazionali per il gap linguistico che li caratterizza. Come è possibile trovarsi in queste condizioni nel 2020?”, rimarca. “Va bene quindi, il sostegno nelle situazioni di crisi, ma strumenti quali: la formazione, l’utilizzo dell’apprendistato, l’aggiornamento tecnologico di imprese e maestranze, l’utilizzo della contrattazione anche di secondo livello, per poter salvaguardare le specificità delle singole professionalità sono assolutamente necessari per dare migliori basi ad un settore in cui l’eccellenza italiana è sempre ed unanimemente stata riconosciuta”, conclude.

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