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Servizio civile, Palazzini (Cnesc): “Servono 300 mln l’anno per 50.000 volontari”

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Roma, 7 ott. (Labitalia) – “In un momento in cui si riconosce il valore per il Paese del servizio civile, ci troviamo a fare i conti con la nuda realtà: per accogliere 50.000 volontari all’anno servono 300 mln, ma la legge di Stabilità per il 2021 ne stanzia solo 99. Ed è facilmente prevedibile che anche quest’anno arrivino 85.000 domande di giovani che vogliono fare i volontari per il Servizio Civile. Cosa risponderemo a questi ragazzi?”. Licio Palazzini, presidente di Arci Servizio Civile e della Cnesc, la Conferenza nazionale degli Enti Servizio Civile, che riunisce le principali organizzazioni italiane che promuovono i progetti, lancia con Adnkronos/Labitalia l’allarme sulla capacità del sistema di poter soddisfare le domande che arrivano dai giovani.

Per poter comprendere appieno la genesi dei numeri, occorre fare un passo indietro. “Per l’anno 2020 -spiega Palazzini- la legge di Stabilità stanziava circa 140 milioni. Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della presidenza del Consiglio ne ha potuti aggiungere altri 41 da risorse del Dl Agosto e del Cura Italia e altri 40, risultanti da avanzi di gestioni precedenti. Il plafond a disposizione dello Scu (Servizio Civile Universale) è così arrivato a 220 milioni di euro, che copriranno, attraverso un Bando Giovani di imminente uscita, circa 40.000 posizioni. Ma le domande arrivate (peraltro tutte on line) sono ben 85.00. Una cifra che è facile prevedere si toccherà anche nel 2021. Quindi se anche nel 2021 il governo mettesse a disposizione del Dipartimento 220 milioni rimarrebbero fuori dai programmi ben 45.000 ragazzi”.

“Con 99 milioni di euro -aggiunge Palazzini- si coprono solo 18.000 posti, e anche facendo i salti mortali, difficilmente si potrà raggiungere il livello del 2020. Una cosa anche difficile da spiegare visto che è lo stesso governo che ha fatto le due Finanziarie”.

Nei giorni scorsi, le 127 organizzazioni pubbliche e private che aderiscono alla Cnesc hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro con delega al Servizio Civile, Vincenzo Spadafora, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, chiedendo al governo “di finanziare davvero in maniera adeguata il Scu: entro il 20 ottobre -ricorda Palazzini- il governo deve presentare al Parlamento la Legge di Bilancio e con i 99 milioni di euro stanziati per il 2021 e 104 per il 2022, gli avvii precipiterebbero dai 53mila del 2018 ai 18mila del 2021”.

“E’ il governo -commenta il presidente della Cnesc- che ora deve fare il primo passo. Noi abbiamo quantificato un fabbisogno annuale di 300.000 prendendo come standard un contingente di 50.000 giovani l’anno. Questo anche per rispondere a chi ha chiesto più volte di stabilizzare una volta per tutte la quota di volontari in ingresso ogni anno”. “Ipotesi più volte affermata e apprezzata -aggiunge il presidente della Cnesc dallo stesso Spatafora”. Vale la pena ricordare, osserva Palazzini, che “anche durante l’emergenza il servizio civile non si è mai fermato se non per un breve periodo tra marzo e metà aprile e neanche per tutti”.

“E’ lo stesso Dipartimento di Palazzo Chigi a certificare che al 15 settembre il 97,95% dei giovani (pari a 32.245 volontari) è tornato in servizio attivo in 12.531 sedi, mentre solo 265 (0,8% del totale) sono in stato di temporanea interruzione del proprio servizio a causa del persistere di condizioni per cui non è possibile proseguire le attività progettuali, mancando le sufficienti condizioni di sicurezza o gli strumenti organizzativi e operativi necessari a ripartire. Una risorsa che il Paese non può perdere”, conclude Palazzini. (di Mariangela Pani)

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