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Sapelli: “Bene no a eurobond, preoccupa Consiglio Ue accentratore”

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Roma, 21 lug. (Labitalia) – “La cosa davvero positiva è che per la prima volta non c’è il ricorso agli eurobond ma si utilizza la mutualizzazione del debito. E che come Italia otteniamo un bel malloppo di miliardi, di cui 87 a fondo perduto. Ma quello che mi preoccupa non ci sarà un regolamento della Commissione europea ma sarò tutto delegato alle decisioni politiche del Consiglio europeo”. E’ questo il primo giudizio, con Adnkronos/Labitalia, dell’economista Giulio Sapelli, all’accordo raggiunto in Consiglio europeo sul pacchetto anti-crisi.

Un’intesa che per Sapelli è sì positiva “per l’accordo sulla mutualizzazione del debito, che potrebbe essere il primo passo verso l’unione fiscale europea”, ma è “preoccupante per ogni paese democratico se si pensa che a prendere decisioni su questi programmi non saranno dei regolamenti, dei trattati ma semplicemente delle decisioni politiche del Consiglio Ue. Se pensiamo che c’hanno messo 4 mesi per trovare questo accordo e ce ne vorranno almeno tre per arrivare i soldi, non c’è da stare allegri se pensiamo alla crisi che dovremo fronteggiare nell’autunno”.

E per Sapelli “saranno dolori per il nostro Paese quando tra 4-5 anni ci chiederanno come sono stati spesi questi soldi”. Per l’economista infatti il nostro “Paese ha già 80-90 miliardi di risorse disponibili per infrastrutture che non sono stati ancora cantierizzati, adesso arrivano altre risorse ma noi non siamo stati in grado di spendere quelle che già abbiamo”, conclude l’economista.

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