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Prosciutto di Parma, tra chiusure e crisi calo consumi del 30%

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Parma, 6 nov. (Labitalia) – “Sicuramente siamo stati toccati in modo significativo anche noi, c’è stato un calo dei consumi che abbiamo stimato intorno al 30%, legato al lockdown, alla chiusura dei ristoranti e di tutto il canale Horeca, ma anche al banco taglio che è stato parzialmente, ma solo parzialmente, sostituito dal consumo del prodotto preaffettato. Abbiamo avuto grande difficoltà, sia in Italia e sia soprattutto all’estero dove il nostro prodotto spesso viene consumato nel mondo della ristorazione. Quindi, queste chiusure ci hanno danneggiato in modo significativo”. Così Claudio Leporati, responsabile Marketing Italia del Consorzio del Prosciutto di Parma, traccia con Adnkronos/Labitalia un primo bilancio dell’andamento delle vendite di uno dei prodotti d’eccellenza del made in Italy, colpito dalle conseguenze della pandemia come tutto il settore agroalimentare, anche se bisognerà attendere gli effetti pure di questa seconda ondata.

E proprio domani, fino al 14 novembre, si apre la ‘Settimana del Prosciutto italiano Dop’, cui partecipa naturalmente anche il Parma Dop, per celebrare e promuovere un prodotto di qualità, certificato, preparato nel rispetto delle tradizioni e secondo i più elevati standard di sicurezza. Dalla scelta della materia prima – maiali nati, allevati e macellati in Italia – alla salatura, stagionatura e marchiatura, infatti, ogni fase garantisce il rispetto dei disciplinari dei Consorzi e la cura dei dettagli.

Un momento importante per sostenere un prodotto in sofferenza in questo periodo. “C’è stato un grande aiuto da parte del governo, per sostenere i nostri produttori, e stiamo lavorando con le istituzioni per trovare altri sistemi per poter aiutare le nostre aziende e allo stesso tempo mantenere alta la qualità del nostro prodotto. E’ chiaro che le difficoltà sono tante e il nostro è uno dei settori più colpiti, come tanti altri prodotti di qualità, in un momento di crisi come questo”, avverte Leporati.

“L’estate ci ha dato una piccola mano – ammette – perché i consumi sono ripresi piano piano, con la riapertura dei ristoranti. E’ necessario, comunque, mantenere sempre alta la guardia e cercare di promuovere nel migliore dei modi il prodotto. Come Consorzio, abbiamo cercato di sostenere la comunicazione, soprattutto per il prodotto al banco taglio, che era quello più in sofferenza: abbiamo fatto delle attività con le salumerie e con i ristoranti in modo da sostenere questi settori”.

E, sulla scia della ripresa estiva, il Prosciutto di Parma è stato anche protagonista del ‘Settembre gastronomico’, manifestazione annuale dedicata alle produzioni d’eccellenza del territorio, andata in scena anche in questo difficile 2020 seppure con tutte le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. “Noi facciamo parte, insieme ad altri Consorzi e altre aziende, con le istituzioni, di una cabina di regia coordinata dal Comune di Parma. Quest’anno, pur non essendo riusciti a fare tutto quello che avremmo voluto, abbiamo comunque realizzato qualche attività per il ‘Settembre gastronomico’, che ha coinvolto tutte le filiere produttive della nostra zona, in modo da dare verso l’esterno un’immagine della nostra ‘food valley’ che, anche in questo momento di difficoltà, vuole comunque essere protagonista”, sottolinea il responsabile Marketing Italia del Consorzio.

Per il Prosciutto di Parma, poi, sono in arrivo delle importanti novità, con il nuovo disciplinare di produzione: “Ci sono diversi cambiamenti – spiega Leporati – a iniziare dalla genetica dei suini, fino all’alimentazione dei suini stessi, che è stata migliorata per renderla più attuale e anche più sostenibile rispetto al passato. Aumenterà la stagionatura minima, che verrà portata a 14 mesi. Poi, c’è tutta una serie di nuove regole per rendere il nostro prodotto ancora più tipico, migliore rispetto al passato”.

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