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Fase 3: l’esperto, ‘per necessità maggiore utilizzo home banking e pagamenti cashless’

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<p>Roma, 25 giu. (Labitalia) – “Il tema dei pagamenti cashless è stato oggetto degli ultimi stati generali indetti dal governo e rientra nel piano Colao come una delle questioni centrali per il futuro dell’Italia soprattutto in relazione alla lotta all’economia sommersa. La prima cosa da sottolineare in tema di pagamenti cashless è che oggi le infrastrutture tecnologiche su cui si basano sono in grado di garantire praticità, velocità e sicurezza”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia l’esperto Massimiliano Quattrocchi, responsabile di Global Payments, la società controllata dal Tas group che ha nei pagamenti digitali il suo core business.</p>
<p>”Il periodo di emergenza sanitaria – sostiene – che ci stiamo lasciando alle spalle ha avuto una ricaduta positiva in questo senso, spingendo per necessità le persone ad un utilizzo maggiore dell’home banking, delle carte di credito e delle app di pagamento, e portandole a familiarizzare maggiormente con questo tipo di strumenti”. </p>
<p>”Instant payments – spiega Quattrocchi – web banking e in generale tutti i servizi digital legati alla gestione del denaro sono perfettamente funzionanti e soprattutto affidabili. L’ostacolo nella loro diffusione non è dunque la maturità e disponibilità delle tecnologie, ma l’abitudine radicata della popolazione a forme di pagamento più tradizionali. Per far sì che i pagamenti digitali si diffondano maggiormente è necessario quindi educare le persone all’utilizzo di questi strumenti, spingendole ad adottare una nuova mentalità”. </p>
<p>”Un fattore che – precisa – entra in gioco pesantemente nell’adozione di strumenti di pagamento digitale è la percezione di minor sicurezza rispetto al contante. Noi che sviluppiamo applicazioni per i pagamenti da oltre 35 anni, possiamo dire che non solo la scelta del cashless equivale a quella del contante in termini di sicurezza, ma è addirittura superiore, si pensi solo alla possibilità di furti quando si gira con i soldi in tasca o si tengono sotto il materasso. Il cashless ha inoltre vantaggi anche per i retailer, come ad esempio la riduzione delle spese di gestione legate al ritiro/deposito dei contanti”.</p>
<p>”Per ciò che riguarda – avverte Massimiliano Quattrocchi – i rischi di evasione fiscale è indubbio che siano più alti in un’economia cash-based, piuttosto che in una dove l’uso di contanti è ridotto al minimo. Di conseguenza la digitalizzazione dei pagamenti è sicuramente un deterrente per la cosiddetta economia sommersa”. </p>
<p>Come Tas group “abbiamo sicuramente tutte le carte in regola per gestire le proposte del governo e dare il nostro contributo alla digitalizzazione dei pagamenti i Italia, con indubbi ritorni economici per l’intero sistema Paese in termini non solo di riduzione del sommerso ma anche di aumento dei servizi per i cittadini ed i turisti”. </p>

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