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Da bottega a coworking, ‘Buongiorno Ceramica’ svela l’artigianato 4.0

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Roma, 11 mag. (Labitalia) – Sono da sempre luoghi dove il mestiere si impara e si tramanda e oggi diventano sempre più hub tecnologici e spazi di co-working. Sono le botteghe della ceramica, dove anche l’artigianato artistico si fa 4.0, spalancando le porte alla tecnologia, sempre più attento alla sostenibilità e al mercato, e dove i giovani apprendisti si incontrano e si confrontano senza perdere di vista gli insegnamenti dei maestri. Un nuovo volto di un settore fiore all’occhiello del made in Italy che sarà valorizzato da ‘Buongiorno Ceramica’, la manifestazione nata sette anni fa a Faenza, capitale mondiale di questa arte, che coinvolge 45 città di antica e contemporanea tradizione ceramica attraverso tutto il Paese, riunite nell’associazione promotrice, l’Aicc (Associazione italiana città della ceramica). Una grande festa delle eccellenze italiane che torna, dopo un’edizione solo on line, a tenersi anche dal vivo quest’anno, il 15 e 16 maggio.

‘Buongiorno Ceramica’ offre la possibilità unica e rara, tanto più in questo momento storico, di entrare nel cuore del made in Italy dell’alto artigianato ceramico, di andare a visitare fisicamente i laboratori, gli studi, le botteghe, fucine contemporanee di idee dove ogni giorno vengono realizzati prodotti unici dai maestri artigiani d’Italia. E’ un’occasione per fare esperienza diretta con la magia della terra che porta alla creazione di un oggetto: si parte da un disegno, uno schizzo, per passare alla fase di modellazione e foggiatura, poi la decorazione e infine la cottura. Decori, racconti visivi astratti e figurativi da ascoltare e osservare. Andare a ‘casa’ di un artigiano, entrare all’interno dell’atélier è qualcosa di speciale, sia perché da tempo non era più possibile, sia perché gli artigiani in questo tempo sospeso hanno creato ancora con più alacrità, passione. In questo weekend, si potrà ascoltare la genesi delle opere direttamente dalla voce degli stessi artigiani, che illustreranno le fasi del proprio processo produttivo.

E l’artigianato artistico contemporaneo si esprime attraverso uno stile riconoscibile spesso applicato a una tipologia di prodotto ben definito (tavola, arredo casa, oggetti d’arredo, gioielleria etc), ma pur sempre operando in maniera olistica, gestendo tutto il ciclo di vita dei propri prodotti hand made. Dal progetto al prodotto, dalla comunicazione alla vendita, oggi si progetta, si prototipa, si comunica, si vende e poi si produce. La produzione è legata, appunto, alla sostenibilità in primis e a una richiesta di mercato definita a monte e fatta non solo da ‘clienti di prodotto’ – intercettati via web o di persona – ma anche da un numero sempre crescente di ‘clienti di sevizio’ come designer e artisti alla ricerca di esecutori materiali delle proprie idee e progetti.

Capita poi sempre più spesso che la bottega divenga luogo di incontro per corsi, workshop dedicati a tecniche, alla produzione di un lavoro con un artista. Nascono co-working e associazioni culturali con laboratori, anche in accordo con le istituzioni museali: tante sono le iniziative che arricchiscono i sistemi culturali di tante città Aicc, per citarne alcune: Laterza con MesoLab, Cerreto Sannita con il Laboratorio all’interno del Museo, Faenza con Facc e lo spazio appena rinato di Gino Geminiani – Mondial Tornianti e tanti altri ancora.

Grazie a strumenti semplici e facilmente accessibili quali i social media per la comunicazione, e le tecnologie informatiche e strumentali per la modellazione 3D, il rendering e la stampa digitale 3D, sia polimerica che ceramica, gli artigiani rispondono alle nuove richieste perché possono oggi evitare operazioni che richiederebbero tempo e denaro, agevolando il servizio e la fluidità del lavoro creativo. Molte sono oggi le botteghe, soprattutto quelle di produzione forme (tornianti e stampatori) che dispongono di scanner e stampanti 3D. Come sono sempre di più le botteghe che riescono a vendere i propri prodotti gestendo personalmente la propria pagina Facebook o Instagram, mentre altri usano piattaforme come Etsy che permettono di gestire autonomamente la comunicazione.

E naturalmente, dal Nord al Sud, ogni bottega si racconta attraverso la propria identità storica, territoriale e ceramica. Città che incontri, stile di ceramica che trovi: a Montelupo fiorentino, a Deruta, a San Lorenzello o a Cerreto Sannita, troviamo la maiolica, a Napoli e a Sesto fiorentino scopriamo i virtuosismi della porcellana, in Veneto tra Nove e Bassano del Grappa incontriamo la terraglia, versatile e raffinata, in Sardegna si osservano le liquide smaltature di potenti forme in terracotta che a Squillace diventa graffita e ingobbiata; così come in Puglia la si trova dipinta da fresche pennellate che diventano ampie e sgargianti vicino al mare di Vietri sul Mare, a Cava dei Tirreni, a Caltagirone e altre ancora; a Gubbio, invece, solo il bucchero nero, mentre a Gualdo Tadino il lustro; e poi ancora il grès e così via.

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