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Coronavirus: Novation Tech, virus non ferma piani sviluppo, nuovo stabilimento in Croazia

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Treviso, 5 gen. (Labitalia) – Novation Tech non si lascia spaventare dal Covid e continua a mettere in pratica i suoi piani di sviluppo: l’azienda trevigiana, specializzata nella lavorazione di materiali compositi in carbonio, ha avviato ufficialmente nei giorni scorsi un nuovo stabilimento produttivo in Croazia, che si aggiunge a quello nella sede principale di Montebelluna (che impiega oltre 300 dipendenti) e a quello in Ungheria (con circa 400 dipendenti).

Il nuovo stabilimento è situato ad Albona (in croato Labin), città di 11mila abitanti sulla costa sud orientale dell’Istria: ha una superficie di circa 3000 mq che quando sarà a regime, in circa tre anni, darà lavoro ad oltre 100 persone. Attualmente sono già 50 gli occupati, a cui se ne aggiungeranno 25 nei prossimi mesi: i primi hanno affrontato alcuni mesi di formazione proprio a Montebelluna, per specializzarsi nella laminazione del carbonio, una lavorazione che richiede, oltre alle competenze tecniche, una particolare manualità.

La produzione in Croazia sarà dedicata in modo particolare alle componenti in carbonio per il settore automotive (il maggiore mercato per Novation Tech, oltre a quello della bici e dell’occhialeria) e servirà prima di tutto ad ampliare la capacità produttiva che non era più in grado di soddisfare gli ordini.

“Il nostro settore, quello dell’automobilismo di alta gamma – spiega l’amministratore delegato Luca Businaro – è in crescita da alcuni anni e, pur se rallentato dalla pandemia, al momento non si è trovato in grave crisi. Contiamo di chiudere il 2020 con un giro d’affari inferiore di pochi punti in percentuale rispetto allo scorso anno (in cui ha raggiunto i 56 milioni di euro), quindi considerando il panorama generale direi che possiamo considerarci soddisfatti”.

Il nuovo stabilimento croato è stato creato in risposta al forte incremento produttivo e per garantire la massima flessibilità ai clienti, oltre alla possibilità di riuscire a mitigare i rischi, oggi legati anche al lockdown. “Noi – ricorda – lavoriamo praticamente just in time, h24 su turni di 8 ore, abbiamo ridefinito la produzione su stime di ordinativi settimanali. Una flessibilità che rappresenta un valore aggiunto ma anche uno standard difficile da mantenere, per questo i nostri stessi clienti, che sono i maggiori marchi mondiali dell’automobilismo, ci chiedono di diversificare i rischi per garantire sempre le forniture”.

Novation Tech non rinuncia ai piani di crescita anche in Italia: “stiamo progettando un incremento del potenziale produttivo, che prevederà quindi anche nuove assunzioni, spero già nei primi sei mesi dell’anno”.

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